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Ostia, un anno fa moriva Michela Fioretti: uccisa dall’ex marito. Punto D: "Basta femminicidi"

Punto D: "Per lei, Alessandra, Chiara e tutte le altre, prevenzione e sensibilizzazione"

Esattamente anno fa moriva, vicino a Ostia, l’infermiera Michela Fioretti, uccisa in strada a colpi di pistola dell’ex marito. Poche settimane dopo, sempre nello stesso quartiere, Alessandra Iacullo perdeva la vita per mano dall’ex compagno. Questi due episodi, così ravvicinati nel tempo e avvenuti per di più nello stesso quartiere, hanno aperto sul territorio una ferita tutt’oggi insanabile e insanata che si è materializzata con la parola femminicidio.

Pochi giorni dopo l’uccisione di Michela Fioretti, con il flash mob “Un fiore per Michela e le altre”, Punto D iniziava nel X municipio quel percorso che avrebbe portato la cittadinanza a scendere in piazza il primo giungo del 2013, con una grande manifestazione cittadina dal titolo “Mai Più, insieme contro il femminicidio”. Oggi c’è Chiara, appena diciannovenne, in coma irreversibile nel  suo letto d’ospedale, a ricordarci quanto sia radicata nella nostra società la violenza contro le donne, anche giovanissime.

Ad un anno esatto dall’uccisione di Michela, Punto D vuole ricordare Michela e le altre, con delle rivendicazioni ben precise, rivolte a Roma Capitale e alla Regione Lazio: "lo stanziamento di fondi da destinare ai municipi per il potenziamento e la diffusione capillare dei servizi rivolti alle donne, l’apertura di un punto di riferimento territoriale per il reinserimento socio lavorativo delle vittime di violenza e una pianificazione a lungo termine di politiche finalizzate alla prevenzione e alla protezione delle vittime. Un lavoro finalizzato alla costruzione della cittadinanza di genere e alla decostruzione degli stereotipi che deve trovare anche nelle scuole il luogo preposto: per questo motivo, come associazione da tempo impegnata su questo fronte,  siamo sempre più convinte della necessità di istituire nei programmi scolastici la cosiddetta “ora del rispetto e dell'affettività” , che ci auguriamo possa essere presto inserita all’interno dei piani formativi delle scuole del municipio”. E’ quanto afferma l’associazione Punto D, impegnata nel contrasto della violenza contro le donne e degli stereotipi di genere.

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