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Incendio all'Idroscalo: "Teatro intatto, distrutta la memoria di Ostia"

Una settimana fa il rogo in via della Carlinga, due chilometri lontano dal Teatro Fara Nume. Il direttore artistico dello stabile: "Dalla Regione e dal Comune nessun aiuto, ma il danno subito è pesante"

Sono passati 7 giorni, ma ad Ostia ancora tiene banco l'incendio del 21 novembre che ha distrutto un magazzino in via della Carlinga all'Idroscalo. Le fiamme hanno danneggiato gravemente lo stabile, mentre il fumo nero alto in cielo ha creato confusione tanto che, qualche media e diversi politici, hanno scambiato l'incendio nel magazzino per un rogo che ha colpito un teatro distante due chilometri

L'INCENDIO - Tutto è iniziato alle 18:30 circa di lunedì scorso. Le fiamme hanno avvolto lo stabile dell'Idroscalo. Si tratta dell'ex stamperia del Giornale di Ostia, non più operativo, dove all'interno c'erano anche scenografie, costumi e arredi di scena del Teatro Fara Nume di via Baffigo che, il giorno dopo, avrebbe poi ospitato un evento antimafia

L'EQUIVOCO - Il connubio incendio e mafia ad Ostia, così, prende corpo velocemente. L'equivoco si alimenta e si trasforma in notizia, errata. Come già rilevato dai Carabinieri di Ostia che hanno indagato sulla vicenda, inoltre, l'ipotesi dolosa è in questo caso da scongiurare. Il tutto mentre politici di ogni schieramento producono comunicati di solidarietà contro un teatro mai andato a fuoco. 

I COMMENTI DEI POLITICI - "Mi auguro che nelle prossime ore si faccia chiarezza sulla matrice dolosa di questo incendio. Noi non ci scoraggiamo e andiamo avanti senza farci intimidire", dice il presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti. "E' un fatto gravissimo, siamo preoccupati, c'è la magistratura che sta indagando", sottolinea la sindaca di Roma Virginia Raggi.

IL TEATRO FA CHIAREZZA - La nube di equivocità si dirada e svanisce. Il danno, di immagine e non solo, tuttavia resta. A far chiarezza, allora, ci ha pensato Andrea Serafini direttore artistico del Teatro Fara Nume che, in una conferenza stampa tenuta nello stabile mai incendiato, precisa: "Il teatro è operativo, non ha subito danni e non c'è nessun rischio nel venire qui. Lo grido a gran voce". 

"Il danno subito dall'incendio è pesante ma non si è trattato assolutamente di un atto mafioso. Lo stabile, di proprietà comunale, è autosufficiente ma purtroppo, oltre i comunicati, non abbiamo ricevuto nessun sostegno nè dal Comune, nè dalla Regione. - sottolinea Serafini - In questi giorni qualche residente di Ostia Nuova si sta muovendo per donarci sedie o divani che sarebbero utili per le scenografie. Ma, ripeto, non abbiamo avuto e non abbiamo chiesto nessun aiuto da parte delle istituzioni". 

DISTRUTTA LA MEMORIA DI OSTIA - Nell'incendio di via della Carlinga, oltre i materiali del Teatro Fara Nume, è andata però distrutta la memoria di Ostia. "Lì dentro custodivamo gli archivi di 20 anni di pubblicazioni del Giornale di Ostia e l'auto del mio compagno Gianni Sepe, storico direttore della testata del litorale, che purtroppo non c'è più", dice Alessandra Perlusz, la donna che aveva la disponibilità dei locali andati.

"Questa è una grande perdita per la memoria del nostro territorio ed io sono addolorata. Sono davvero indignata dalla strumentalizzazione fatta in questi giorni". Poi un appello: "Chiunque abbia a casa delle copie del Giornale di Ostia ci contatti, ricostruiremo insieme la memoria del litorale". 

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