Venerdì, 22 Ottobre 2021
Ostia Via Litoranea Km 10

Capocotta all'ultima spiaggia: i frequentatori si appellano a Raggi e X Municipio

Ad ottobre è scaduta l'autorizzazione transitoria in vigore per la scorsa estate. Nei prossimi giorni le strutture di servizio dovranno essere svuotate e chiuse e l'area rimarrà del tutto priva di servizi

Il futuro dei chioschi di Capocotta è a rischio. Le famose dune di Ostia, tra Castel Porziano e Torvaianica, da inizio novembre sono ormai spiaggia di nessuno. 

Il 31 ottobre è infatti scaduta l'autorizzazione transitoria, con la quale il X Municipio affidava agli ormai ex gestori dei chioschi l'erogazione dei servizi di assistenza alla balneazione, di pulizia e sorveglianza della spiaggia e del sistema dunale di Capocotta per l'estate 2016. In questi giorni, dunque, le strutture di servizio dovranno essere svuotate e chiuse e l’area rimarrà del tutto priva di servizi.

Insomma dalla fine di questo mese i chioschi chiuderanno. Forse definitivamente. I piani futuri sulle spiagge libere a ridosso della via Litoranea sono ancora da decifrare ma la certezza resta quella di voler proteggere le aree vincolate. L'idea per Castelporziano e Capocotta sarebbe quella di concedere ai nuovi titolari solo strutture di facile rimozione aperti solo per metà anno.

Via ristoranti, solo chioschi provvisori. I tempi, però, già per la prossima stagione sono stretti. A tal proposito Legambiente e i frequentatori delle spiagge hanno scritto una lettera alla Sindaca di Roma Capitale Virginia Raggi, al Prefetto di Roma Paola Basilone, alla Commissione Straordinaria X Municipio e al prefetto Domenico Vulpiani e al Direttore Municipio X l'Architetto Cinzia Esposito preoccupati del futuro delle dune del litorale romano: "Chiediamo un Vostro concreto impegno per salvare una delle più belle esperienze mai realizzate sul litorale romano".

"Non ci risulta che, ad oggi, siano state avviate le procedure necessarie per la predisposizione di una gara pubblica, che l’Amministrazione comunale avrebbe dovuto indire, già agli inizi del 2015, per effettuare nuove assegnazioni. - si legge nella missiva - Di conseguenza, in assenza di provvedimenti urgenti, un’area vasta e fragile rimarrà esposta a tutti i rischi derivanti da una sorveglianza insufficiente o del tutto assente e Capocotta tornerà ad essere, in poco tempo e per un periodo indefinito, un luogo degradato, privo di sicurezza e di servizi per i suoi frequentatori".

Insomma  l'Amministrazione municipale e comunale ha più volte ribadito l'intenzione di affidare la gestione dell'area tramite gara europea, gara ancora non avviata e lontana da arrivare ad esito finale giusto e definito.

"Temiamo che l'Amministrazione debba sostenere enormi costi per garantire un pur minimo grado di tutela e di decenza dell'area, utilizzando proprie risorse e denaro pubblico, per evitare che vengano danneggiati irrimediabilmente il patrimonio ambientale e le strutture di proprietà comunale", si legge ancora.

Ambientalisti e frequentato sollecitano quindi un concreto impegno per il futuro di Capocotta, con due precise richieste: "Avviare con celerità le attività necessarie alla pubblicazione di un bando e consentire agli ex gestori di proseguire a garantire l’attività di presidio ed i servizi forniti in questi anni, fino all’espletamento della gara".

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