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Ostia: affidamento "sospetto" per il dragaggio del canale, scontro tra opposizioni e M5s

I lavori in somma urgenza sono stati affidati ad un imprenditore "condannato in primo grado". Il M5s si difende: "La ditta è regolare"

Un appalto in somma urgenza e l'assegnazione dei lavori a un imprenditore "sospetto" fanno scoppiare il caso ad Ostia. Tutto nato da una situazione d'allarme venutasi a creare nella notte tra il 12 e il 13 dicembre quando, a causa del maltempo e di uno smottamento della strada che ha provocato il cedimento dell'argine, il Canale dei Pescatori ha rischiato di esondare. 

I quartieri di Stagni e Infernetto, hanno rischiato di andare gravemente sott'acqua. La falla aperta sulla sponda in destra idraulica del canale, nella zona di Dragoncello, ha compromesso il deflusso delle acque del Canale dei Pescatori. Sul posto sono così giunti i volontari della Protezione Civile, la Polizia Locale e una ditta che, con contratto di manutenzione di tre anni, stava operando sulla foce fin dal primo pomeriggio. 

L'intervento, però, non era sufficiente per scongiurare il rischio. Visto il precipitare degli eventi, è stato quindi necessario verificare in tempi strettissimi la disponibilità di un'altra ditta che potesse intervenire con urgenza. Il X Municipio, così, ha contattato l'impresa Sama già affidataria di opere per conto del Cbtar, era l'unica che potesse intervenire con un mezzo meccanico adeguato. Il tutto per 4200 euro in somma urgenza. I lavori andranno avanti per ore e il rischio esondazione rientrerà.

Sul dragaggio affidato in somma urgenza, però, scattano i sospetti dell'opposizione che ottiene gli atti e scopre che l'affidatario è un imprenditore condannato in primo grado a 8 mesi di reclusione proprio per fatti legati proprio al Canale dei Pescatori. Per la vicenda Monica Picca di Fratelli d'Italia annuncia la richiesta di un consiglio straordinario e attacca: "In campagna elettorale i grillini hanno sbandierato che avrebbero fatto gare pubbliche, ma alla prima occasione hanno dimostrato incapacità e dilettantismo".

A farle eco anche gli esponenti di Fdi, Fabrizio Ghera capogruppo in Campidoglio e Andrea De Priamo consigliere comunale: "Se questo è il 'vento che cambia' allora c'è davvero di che preoccuparsi. La neo presidente Di Pillo, in perfetta sintonia con il sindaco Raggi, dà prova di grande superficialità e inadeguatezza, su una vicenda che si prefigura a tinte fosche e sulla quale Fratelli d'Italia chiederà invece chiarezza attraverso la richiesta della Commissione Trasparenza".

Gli attacchi al M5s, però, sono trasversali. "Predicare una cosa e fare l'esatto contrario", tuona il Partito Democratico del X Municipio che affonda il colpo: "I rappresentanti del Movimento 5 Stelle hanno condotto una campagna elettorale sotto la bandiera della legalità, tacciando gli avversari politici di scarsa trasparenza e di presunte collusioni con la malavita. Alla prova dei fatti, si viene poi a scoprire che amministrano utilizzando quelle stesse pratiche che prima contestavano".

La replica grillina però non manca. Giuliana Di Pillo, presidente del X Municipio e Alessandro Ieva, assessore ad Ambiente e Territorio respingolo le accuse: "E' solo macchina del fango". Il X Municipio "già con note del giugno 2017, aveva richiesto al Tribunale di Roma – Misura di Prevenzione, il 'Certificato dei carichi pendenti delle misure di prevenzione' e alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Roma, il 'Certificato Casellario Giudiziale e Certificato Anagrafe Sanzioni Amministrative dipendenti da reato'. Il Tribunale Ordinario di Roma, ha comunicato che il nuovo Codice degli Appalti stabilisce che 'costituisce motivo di esclusione quando sia intervenuto un provvedimento definitivo che dispone l’applicazione di una o più misure di cui al Codice Antimafia e la definitività delle misure viene iscritta nel Casellario Giudiziale'. A seguito dei controlli effettuati presso il Tribunale Ordinario di Roma, la Procura della Repubblica, nulla è risultato a carico dell'impresa Sama e del suo titolare", spiegano. 

"Quella notte, insieme al Cbtar abbiamo evitato un disastro", dicono Di Pillo e Ieva. "Il tempo di prendere in giro i cittadini del X Municipio è finito e i vecchi partiti su questo già hanno dimostrato oltre modo in che sistema si muovevano. Non siamo disponibili a correre dietro alla loro mancanza di visione organica del territorio e alle diffamazioni che ci riserviamo di perseguire nelle sedi legali".

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