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Domenica, 16 Gennaio 2022
Uno stabilimento in ginocchio / Ostia / Lungomare Lutazio Catulo

Ostia, cabine e passerella distrutta alla Nuova Pineta Pinetina: “Danni difficili da quantificare”

Il concessionario segnala i danni che lo stabilimento continua a subire: “Il mancato completamento della barriera accelera l’azione erosiva”

Cabine distrutte, un bar messo fuori uso ed una lunga passarella completamente collassata. Le immagini della Nuova Pineta-Pinetina sono molto eloquenti. Le mareggiate hanno creato danni consistenti allo stabilimento balneare di Ostia levante.

Le conseguenze per la Nuova Pineta

“Il problema dell’erosione che il mio stabilimento subisce è purtroppo decennale – ha premesso Franco Petrini, titolare della Nuova Pineta – è la conta dei danni è difficile anche da fare. Questa settimana, le mareggiate, hanno distrutto 15 capanni grandi, vale a dire le cabine con le docce. Ma anche una passarella di 200 metri. Inoltre è praticamente sparita la piattaforma dove veniva effettuata la somministrazione del bar ed anche il ristorante è appeso ad un filo”.

I danni agli stabilimenti di Ostia levante

Gli effetti del mare grosso, nella zona orientale di Ostia, nel corso dell’ultima settimana si sono fatti sentire. La Capitaneria di Porto, a seguito di un sopralluogo, ha dovuto interdire la navigazione nel tratta antistante lo stabilimento dell’esercito, sul lungomare Vespucci. Ed ha proibito anche l’utilizzo del relativo tratto di spiaggia. Ma le conseguenze delle mareggiate sono state pagate a caro prezzo anche dal Kursaal e, com’è stato appena evidenziato, dalla nuova pineta pinetina.

Le richieste alla Regione

A fronte di tanti danni, è anche intervenuta Federbalneari chiedendo alla Regione di bloccare gli interventi che, più che limitare l’azione erosiva delle onde, sembra finiscano per accrescerla. E sempre a proposito dei lavori messi in campo, in settimana si è registrato anche un botta e risposta tra esponenti municipali e regionali della Lega, e la stessa Regione Lazio.

Un intervento lasciato a metà

“Il problema, per quanto ci riguarda, è dettato dal mancato completamento della barriera antistante il nostro stabilimento. I lavori erano partiti ma si sono interrotti ad aprile con l’avvio della stagione estiva – ha spiegato Petrini – il risultato è che la barriera, che doveva essere realizzata come una grossa vasca sotto il pelo dell’acqua, è rimasta in superficie, divenendo una sorta di acceleratore dell’azione delle onde”. I danni sono incalcolabili. “Non riusciamo ancorar a quantificare quanto serva per ripristinare tutto ciò che è andato distrutto. Non chiederemo quindi dei danni, ma uno sconto sì. Perché con questa situazione – ha concluso il titolare dello stabilimento – diventa per noi impossibile pagare i canoni e gli oneri dovuti”.

La Nuova Pineta-Pinetina dopo le ultime mareggiate/Foto di Franco Petrini

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