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Ostia: lavoro nero nelle spiagge, pochi i bagnini ed i baristi in regola nei lidi

A denunciare la situazione il Partito Democratico: "Analizzando le cifre, si scopre che effettivamente qualcosa non torna"

Immagine di repertorio

E' allarme lavoro nero nei lidi di Ostia. Tra spiagge libere attrezzate e stabilimenti in pochi sono in regola. La denuncia arriva dal Partito Democratico del X Municipio che la prossima settimana presenterà una mozione al Consiglio del parlamentino lidense firmata da Margherita Welyam ed Athos De Luca per evidenziare come la situazione sia allarmante. Secondo i dem, i conti non tornano ed i dati ufficiali dei contratti stipulati non coincidono con quanto dichiarato più volte dalle stesse associazioni degli imprenditori balneari.

Secondo i dati forniti dal Centro per l'impiego relativamente all'ultima stagione balneare, i lavoratori con contratto regolare risultano essere appena 512, di cui ben 134 'ad intermittenza'. "I bagnini sarebbero 111 (appena 1,5 per ogni concessione), i baristi 92 (1,2 in media). - sottolinea il Partito Democratico di Ostia - Con la mozione che presenteremo in Consiglio Municipale, intendiamo imporre ai titolari di chiarire come sia stato possibile garantire la moltitudine di servizi e attività proposte con così poca forza lavoro. Il nostro intento è di far emergere la verità: che gran parte dei lavoratori è assunta in nero o con contratti-fantasma, senza che sia riconosciuta alcuna dignità alle persone che spesso subiscono angherie e soprusi; che tanta ricchezza prodotta dall’industria balneare non viene condivisa con la cittadinanza, ma rimane nelle mani di pochi".

Dal report si evince anche come i lavoratori ufficialmente registrati siano per l'80% italiani. Quelli a tempo determinato sono 332, solo 8 quelli a tempo indeterminato, mentre 134 quelli a chiamata. 



Per questo motivo, come previsto dall'art.176 del nuovo Codice degli appalti, "chiediamo con decisione la cessazione di tutti i rapporti concessori nell'ambito dei quali risultino violazioni della normativa sul lavoro, anche in materia di sicurezza e anche nel caso in cui responsabile del rapporto lavorativo irregolare non sia la società concessionaria, ma una società differente, subconcessionaria o affidataria della gestione di uno o più servizi erogati all’interno dello stabilimento", sottolineano i Dem.

Welyam, De Luca e tutto il gruppo del PD non vogliono fermarsi alla denuncia, e rilanciano: "Quest'anno il lavoro sulle spiagge dovrà essere dignitoso e tutelato. Chiediamo all'Amministrazione di avviare collaborazioni strette con le autorità competenti affinché sia messa in campo, per la stagione balneare ormai alle porte, una capillare azione che impedisca lo sfruttamento non solo delle spiagge sequestrate ai cittadini, ma anche lo sfruttamento delle persone che contribuiscono col proprio lavoro al profitto degli stabilimenti balneari".

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Nel frattempo oggi, al Pontile, il neonato 'Coordinamento Mare X Tutti' si è riunito per manifestare il "dissenso nei confronti della gestione scellerata delle spiagge da parte dell'amministrazione a 5 Stelle". "La tanto attesa rivoluzione per il mare di Roma, sbandierata in campagna elettorale dal Movimento 5 Stelle, si è trasformata nell’ennesimo bluff: anche quest’anno le spiagge libere saranno prive di molti servizi essenziali e non è previsto alcun sensibile cambiamento nel tratto dove ci sono gli stabilimenti. Infatti, gli abusi sono ancora in piedi e i varchi sono chiusi con lucchetti e catene", fanno sapere.

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