Giovedì, 29 Luglio 2021
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Omicidio Ostia: costituito l'assassino, doppia ipotesi per il movente

Gabriele Di Michele, il presunto assassino di Marco Salera, si è costituito questa mattina al carcere di Regina Coeli. I due erano amici da dieci anni: dubbi sul movente

Sono passati due giorni dall’omicidio di Marco Salera, il giovane di 24 anni ucciso da un colpo d’arma da fuoco, e quello che potrebbe essere stato il suo assassino ha già un nome: Gabriele Di Michele. Nel corso di una conferenza stampa, tenuta questo pomeriggio nel Comando provinciale dei Carabinieri di Roma, il Tenente Colonnello Giovanni Adamo ha fornito gli ultimi sviluppi delle indagini.

IL PRESUNTO ASSASSINO – “Gabriele Di Michele si è costituito questa mattina presso il carcere di Regina Coeli, avvalendosi della facoltà di non rispondere ad eventuali domande”. Con queste parole, il Comandante del Gruppo Carabinieri di Ostia, ha esordito durante la conferenza stampa di oggi. Il ragazzo, 24enne come la vittima, è considerato il maggior indiziato dell’omicidio di Saleri. Fratello della fidanzata e amico d’infanzia della vittima, aveva tutte le informazioni necessarie per organizzare l’agguato. 
 
Di Michele, secondo quanto riferito dai carabinieri, aveva da poco finito di scontare una pena di due anni e mezzo e avrebbe, quindi, potenzialmente potuto rimediare una pistola non registrata, proprio come quella che ha esploso il colpo mortale verso Saleri due giorni fa. Lavorava come pizzaiolo presso la pizzeria dei genitori, vivendo con loro e la sorella nella palazzina di Via Baffigo. Una volta costituitosi, si è avvalso della facoltà di non rispondere ad eventuali domande ma verrà presto interrogato dalle autorità.
 
IL MOVENTE – Sul movente sono aperte due diverse piste: la prima è strettamente legata alla sorella e al rapporto che lei aveva con Marco Salera. Sembrerebbe che la giovane coppia stesse passando un momento di crisi, litigando spesso. Questo non lasciava indifferente Di Michele che potrebbe aver agito per ‘tutelare’ la sorella, considerata vittima di un rapporto violento. La seconda ipotesi, emersa solo ultimamente, esclude completamente il ruolo della fidanzata. Il presunto assassino non era l’unico ad avere un passato discutibile. Pare che anche la vittima, Marco Salera, fosse implicato in traffici di stupefacenti. Il dubbio emerso consiste nella possibilità che i due, amici da più di dieci anni, avessero qualche affare illegale in comune, magari andato nel verso sbagliato, e non si esclude che proprio questo potrebbe aver fatto scattare l’esecuzione.
 
LA DINAMICA – Sul luogo del delitto, il pianerottolo del piano interrato di fronte l’appartamento della famiglia Di Michele, è stato rinvenuto due giorni fa il corpo di Marco Saleri, immerso in una pozza di sangue. Secondo la ricostruzione, ottenuta attraverso varie testimonianze, sembrerebbe che Saleri si trovasse lì per incontrare la ragazza e che, arrivato in anticipo, si fosse messo ad aspettare la fidanzata davanti alla porta. 
 
A fianco del corpo è stato trovato un coltello, lo stesso che la vittima era solita portare con sé, ma nessuna ferita d’arma da taglio è stata rinvenuta sul cadavere. A condannare il giovane sarebbe stato, invece, un unico colpo di pistola “sparato a distanza ravvicinata dall’alto verso il basso, come se l’omicida fosse stato sulle scale mentre premeva il grilletto” ha affermato il medico legale, aggiungendo che “il colpo ha raggiunto il bersaglio all’emitorace destro e, l’esplosione, avrebbe provocato una emorragia devastante”. 
 
Il portiere della palazzina dice di aver sentito il colpo di pistola alle 17,30 e di aver chiamato un’ambulanza subito dopo. Un altro inquilino ha affermato inoltre di essersi affacciato per controllare, trovando il ragazzo a terra, già morto, con la ragazza al suo fianco, e di aver poi chiamato i Carabinieri di Ostia. La fidanzata sarebbe stata, infatti, la prima a trovare il cadavere. La pistola non è stata recuperata, e sono ancora in corso gli accertamenti balistici.
 
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