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Ostia, Esposito: "Elezioni a maggio 2016. Le spiagge devono tornare libere"

Il commissario del Pd di Ostia: "Non ci facciamo dettare la linea dai balneari". Nella riunione tenuta ad Ostia Antica c'era anche Matteo Orfini

Elezioni a Ostia nel maggio 2016. La conferma arriva dal senatore Stefano Esposito, all'assemblea nella sede del Pd di Ostia Antica, dove il supervisore del Partito Democratico di Ostia, traccia le linee per affrontare gli scandali che hanno travolto la città ed il partito anche e soprattutto nel X Municipio: "Ripartiremo da un processo democratico che coinvolgerà tutti. Se dovessimo arrivare ad elezioni ognuno farà la sua parte, faremo un discorso aperto".

Il senatore non può evitare di affrontare il discorso delle tessere fantasma, problematica sollevata dal commissario del Pd di Roma, Matteo Orfini, al quale è stata riservata la conclusione dell'assemblea. "A noi quegli iscritti non servono - ribadisce Esposito -. Abbiamo bisogno di persone in carne ed ossa". Le stesse che proprio Orfini, in collaborazione con attivisti, militanti e volontari, sta cercando di "scovare" tra le migliaia di tessere che spesso rispondono a falsi iscritti o comunque a persone non attive nel circolo di cui fanno parte.

Contro la criminalità "il Pd sarà in prima linea", sottolinea più volte Esposito. "Il partito vive e si riprende dignità stando di nuovo dove ci sono i problemi, come sul lungomare - continua -. C'è qualcuno che pensa di perdere qualche voto? Allora lo dica, ne trarremo le conseguenze". E con le associazioni, che spesso fanno barricate contro l'azione politica sul litorale, "siamo pronti a trattare". "Ma - avverte il senatore - non ci facciamo dettare la linea da associazioni, come la Federbalneari. Le spiagge devono tornare libere. Non esiste possibilità che si faccia un'altra estate così. Prima del primo maggio faremo quello che abbiamo detto". 

"La giunta Tassone è stata figlia di patto politico che ha messo insieme le forze del Pd, non si riparte da lì perchè altrimenti non si cambia nulla. Un accordo di quel tipo non ha funzionato - ha spiegato Esposito -. La struttura amministrativa del X Municipio è pesantemente condizionata e condizionabile. Tutto ruota intorno al grande business che rappresenta il porto, le concessioni sulle quali rimango stupefatto che non ci sia ancora stata da parte del Campidoglio un'indagine patrimoniale, perchè la solitudine dell'amministrazione di Ostia non è solo figlia di una difficoltà degli amministratori. Non c'è un'indagine patrimoniale seria per capire chi sono i detentori di quelle concessioni. Una parte della battaglia del Pd? Sarà fare nomi e cognomi: si comincerà a dire che un tot di concessioni sono in mano a teste di legno, che il porto non è un luogo libero, che ci sono molte attività commerciali che sono passate di mano attraverso il sistema dell'usura", ha assicurato Esposito.  

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