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Elettrosmog, il municipio si compatta: "Servono strumenti di rilevamento e maggiore pianificazione"

Votato un documento che impegna il presidente Falconi a chiedere azioni a tutela della salute dei cittadini e degli ecosistemi. Il capogruppo di Europa Verde Valerio Facchinelli: "Bisogna bilanciare gli interessi degli operatori con quelli dei cittadini"

Predisporre un piano “microantenne 5G”con cui programmare le installazioni delle antenne; prevedere adeguati fondi in bilancio per dotare la città strumenti di rilevamento  con cui misurare h24 gli effetti di un campo elettrico e magnetico; garantire maggiore trasparenza alle richieste di installazione o modifica di Stazioni radio base. Sono queste alcune delle richieste che hanno messo d’accordo maggioranza ed opposizione nel municipio X.

L'inquinamento elettromagnetico

Ma fanno male le stazioni radio base sempre più diffuse sul territorio cittadino? Sono tanti i romani che se lo domandano, spaventati dall’idea di dover convivere con potenti antennoni magari installati a poca distanza da luoghi considerati “sensibili”. “Non c’è nessuna vera evidenza scientifica che fa stare tranquilli” ha commentato il capogruppo municipale di EuropaVerde Valerio Facchinelli, primo firmatario del documento sull' "inquinamento elettromagnetico" votato in maniera bypartisan dall’aula consiliare 

Dossier - Il 5G potrebbe triplicare le radiazioni. Ma il comune non sa ancora come difendere la salute dei romani 

Il documento votato in municipio

Cosa chiede il provvedimento? Impegna il presidente Falconi a farsi portavoce di un’esigenza: quella di integrare il regolamento comunale sulla antenne con le proposte elencate in premessa in quanto parte integrante, del dispositivo approvato in municipio X.
Qual è la situazione oggi? Il tema della poca distanza, spesso al centro di ricorsi promossi dai cittadini contro i colossi della telefonia mobile, rappresenta una freccia spuntata. Perché l’articolo del regolamento sulla localizzazione, installazione e modifica degli impianti di telefonia che era stato approvato nel 2015 dall’allora Assemblea Capitolina, è decaduto. Tre sentenze del Consiglio di Stato, nel 2021, hanno tolto efficacia alla regola per prevedeva il divieto d’installare Stazioni radio base (Srb) a meno di 100 metri dai “siti sensibili”.

Il tema della trasparenza

Resta invece invariata la parte del regolamento comunale che equiparava gli antennoni a “opere di urbanizzazione primaria” consentendo, quindi, di negarne l’autorizzazione solo per espresso contrasto alla normativa vigente.  Poiché sembra divenuto più difficile del passato contrastare l’installazione di una mega antenna, il municipio punta a dotare l’amministrazione ed i cittadini di più strumenti. Ad esempio sul piano della trasparenza. “Oggi il Dipartimento Programmazione ed attuazione urbanistica comunica al municipio l’avvio di una procedura autorizzativa relativa ad una stazione radio base. Ma il regolamento capitolino non specifica i tempi entro cui, poi, l’ente di prossimità deve comunicare quest’informazione alla cittadinanza” ha fatto notare Facchinelli. È un gap al quale, il municipio X, chiede di mettere mano lavorando sui tempi e le modalità di pubblicazioni di queste informazioni. 

A tutela della salute

“L’idea di fondo è quella di arrivare ad una normativa che sia bilanciata, che tenga quindi in considerazione le richieste degli operatori ed anche quelle dei cittadini – ha concluso il primo firmatario del documento, poi sottoscritto da esponenti di maggioranza ed opposizione, incentrato sulle "azioni da mettere in campo a tutela della salute dei cittadini e degli ecosistemi". Al presidente Falconi l’onere di trasmettere le richieste messe nero su bianco dal suo municipio al sindaco Gualtieri.
 

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