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Ostia: troppi casi di tumore nella caserma dei vigili, torna ipotesi di trasferimento nella Vittorio Emanuele

Nel Consiglio Straordinario la parte politica ha preso posizione, assente invece il Direttore Tecnico del parlamentino di Ostia

Qualcosa si muove. Dopo il caso sollevato da RomaToday, dell'elevato tasso di malati oncologici tra i vigili del X Gruppo Mare, nel parlamentino di Ostia è andato in scena un Consiglio Straordinario sulla caserma di via Capo delle Armi. Maggioranza e Opposizione hanno votato e approvato due documenti che, in sintesi, promuovono il trasferimento temporaneo dei caschi bianchi nella ex Colonia Vittorio Emanuele, in attesa dell'ex Gil che, nonostante le promesse dell'Amministrazione, non sarà pronta almeno prima di 4 anni. 

Una proposta vecchia, quella di spostare i vigili nel terzo piano della struttura che affaccia sul lungomare di Ostia, ma che ora torna di attualità. Il Movimento 5 Stelle ha approvato la richiesta di avviare l'iter per i lavori di restauro di un'ala attualmente vuota della ex Colonia per trasferirci il Comando del Gruppo X Mare, al momento stabili nella sede di via Capo delle Armi dove, oltre al grave rischio sanitario, dal 2005 viene versato più di un milione di euro l'anno ad un privato. Soldi pubblici che vengono ancora pagati come indennità di occupazione, in una vicenda che presenta aspetti opachi e anche profili corruttivi, come hanno stabilito già delle sentenze

Il documento approvato, secondo il 5 Stelle, è "un passo importante in una problematica che si trascina dai tempi del indaco Veltroni, continuata per altri anni fino al sindaco Alemanno e ancora mai del tutto risolta. Oggi il Movimento 5 Stelle, sta dSsimostrando agli operatori della Polizia Locale del Gruppo X Mare, ma anche a tutta la cittadinanza che la 'buona politica', fatta solo ed esclusivamente per i cittadini, porta a risultati più concreti delle politiche disfattiste e superficiali che si sono alternate nel nostro Municipio".

La sintesi trovata con la maggioranza per dare un indirizzo condiviso non dovrà finire nel vuoto, secondo il capogruppo di Forza Italia Maria Cristina Masi che aggiunge: "Non dimentichiamo che la Di Pillo dal 2016 è in Municipio, prima come delegato del Sindaco e adesso come Presidente, si sarebbe pertanto potuto procedere prima con la ristrutturazione della Vittorio Emanuele per risparmiare il denaro speso per l'affitto di via Capo delle Armi, in attesa della ristrutturazione della Gil. La priorità ora è salvaguardare chi lavora all'interno della caserma e mettere fine a una spesa vergognosa per l'Amministrazione".

"Ora spetta a questa maggioranza e alla Presidente Di Pillo farsi valere nelle sedi opportune, a partire del Campidoglio, che anche oggi ha disertato la convocazione visto che non c'era nessuno del Dipartimento Patrimonio e, soprattutto, per far sì che la Asl, che ad oggi ha soltanto escluso presenza di elettromagnetismo, faccia finalmente un'indagine seria sulla salubrità dei luoghi e dei terreni di via Capo delle Armi per escludere, ci auguriamo, correlazioni con l'insorgenza di malattie e per dissipare ogni dubbio non solo per gli Agenti di Polizia Locale, ma per tutti i cittadini che vivono in quell'area", ha sottolineato Andrea Bozzi, capogruppo delle liste civiche per l'Autonomia in Municipio X. 

Soddisfatti a metà i sindacati. Raffaele Paciocca RSU Cisl FP e Andrea Venanzoni Dirigente Cisl FP, in prima linea sulla questione, plaudono ai documenti prodotti da Maggioranza e Opposizione e "spronano la parte tecnica a percorrere ogni strada possibile per risolvere una situazione oggettivamente intollerabile e preoccupante che si protrae ormai da sin troppo tempo".

E proprio con riguardo alla parte tecnica "spiace dover prendere atto della assenza del direttore del Municipio e dei Dipartimenti SIMU e Patrimonio, soggetti istituzionali da cui dipendono le concrete soluzioni alternative, emerse nel dibattito e nel corso degli interventi, alcune delle quali come la ristrutturazione di un piano della Vittorio Emanuele sono da noi sostenute con evidenze documentali da anni. - concludono Paciocca e Venanzoni - Ci sono le premesse per risolvere una grave situazione, la politica dimostra di averlo ben compreso, ma i dirigenti amministrativi devono responsabilizzarsi e fornire risposte concrete, articolate, puntuali e basate su fatti e documenti e dare tempistiche certe. Risposte sulla salubrità della attuale sede da cui è comunque assolutamente imprescindibile uscire come comanda la normativa a far tempo dal lontano 2014 e fornire credibili soluzioni temporanee alternative, nelle more del lungo e accidentato iter che si spera porterà alla Gil, risposte che siano nel pieno rispetto della salute, della normativa e della dignità dei lavoratori".

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