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Cantiere a Ostia Antica, parla la società Stazi Costruzioni

Il comunicato di chiarimenti sui lavori nella zona di Ostia Antica della società

A seguito della situazione relativa al rischio crolli nella zona di Ostia Antica descritta in questo articolo pubblicato il 6 settembre, la società 'Fratelli Stazi Costruzioni', ha mandato a RomaToday una lettera che pubblichiamo: 

La società F.lli Stazi S.r.l., in data 18.1.2017, otteneva dal Dipartimento Urbanistica del Comune di Roma regolare autorizzazione a costruire un edificio a destinazione mista residenziale-commerciale, di piani n°4 comprendente 27 appartamenti con relative pertinenze e garage interrati, nonché un supermarket nell'area di Ostia Antica (RM) e, precisamente, nella zona compresa tra Via dei Romagnoli e Via del Castello. In relazione all'articolo di cui all'oggetto, pubblicato online (qui l'articolo ndr), si chiede l'immediata rettifica di esso, a partire dal titolo, dal seguente e diffamatorio incipit: “inagibili le aule dell'Asilo vicino all'ecomostro", lasciando falsamente intendere al lettore comune che si sta per realizzare una speculazione edilizia ai danni della collettività. Parallelamente, con riferimento al fondo dell'articolo, viene nuovamente utilizzato il diffamatorio incipit: “.. a causa del cantiere del nuovo ecomostro".

Il tutto, ancora una volta, lascia falsamente intendere dell'esistenza di una speculazione edilizia all'uopo autorizzata senza alcun riferimento specifico circa la pretesa lesione al paesaggio, in spregio ai più elementari canoni di continenza, verità oggettiva e della pertinenza, a cui dovrebbe sempre uniformarsi un imparziale diritto di cronaca. Del pari, tendenzioso e grave è l'accostamento in termini di certezza circa la presenza di crepe del vicino asilo con i lavori del cantiere, non offrendo alcuna prova certa né tecnico scientifica che avvalorasse tale inquietante sillogismo. Insomma, dal complesso dell'articolo si adombra il sospetto di una sorta di favoritismo dell'ente comunale nella concessione del PdC in questione, inducendo il lettore medio a percepire una sorta di illegalità e/o poca trasparenza nel rilascio del titolo. Ebbene anche tale grave accostamento e/o insinuazione oltre ad essere gravemente lesiva della reputazione e dell'immagine della scrivente società, risulta trasbordare dai summenzionati criteri della continenza, della verità oggettiva e della pertinenza, che dovrebbero costituire la stella polare per qualsiasi organo di stampa.

Sul punto, va precisato che, a scanso di equivoci, a prescindere dall'accertamento delle cause di tali crepe e/o fessurazioni, tuttavia la scrivente società si è immediatamente attivata per la nomina di un tecnico super partes (tra quelli indicati dal Consiglio dell'ordine degli Ingegneri di Roma) a cui è stato affidato l'incarico di verificare delle crepe e la loro potenziale riconducibilità ai lavori del cantiere di cui sopra, predisponendo all'uopo, in caso affermativo, una relazione finalizzata ad individuare le più opportune soluzioni tecniche per ripristinare lo status quo ante.

Orbene, sul punto, giova evidenziare che la giurisprudenza è pacifica nel ritenere la sussistenza del reato di diffamazione a mezzo stampa, di cui agli artt. 595 e 596 - bis c.p., tutte le volte in cui, come nel caso che qui ci occupa, vengono superati i predetti limiti e non trova quindi applicazione la scriminante del legittimo esercizio del diritto di cronaca. Alla luce di ciò ne discende, quindi, in via diretta ed immediata, il diritto di rettifica in capo alla Scrivente Società sia ai sensi dell'art. 42 della Legge 416/81, sia ai sensi della Legge professionale dei Giornalisti n. 69/1963 a mente del quale: "devono essere rettificate le notizie che risultino inesatte e riparati gli eventuali errori”.

Si chiede, pertanto, alla luce dei succitati principi, di provvedere a rettificare il suddetto articolo di giornale dal momento che la ricostruzione dei fatti da Voi rappresentata, basata, tra l'altro, su mere dichiarazioni rese da soggetti terzi (ancorché ricoprente la carica di consigliere comunale) ed in totale assenza di contraddittorio con l'Impresa interessata, che ha comportato come corollario una ricostruzione fuorviante ed avulsa dalla realtà dal momento che nessun “Ecomostro" è attualmente in costruzione nel cantiere di Ostia, trattasi infatti di manufatto edilizio, né tantomeno l'area di costruzione è mai stata interessata da “crolli". Si precisa, poi, che la Scrivente Società ha subito - una serie di atti intimidatori avverso i quali ha provveduto a sporgere puntuale nonché tempestiva querela.  

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