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Spiagge, Bonelli (Verdi): "La norma di privatizzazione è illegittima"

Dopo l'attacco di SEL anche i Verdi si fanno sentire tramite il loro esponente nazionale: "A Ostia i gestori potranno costruire sulle poche zone verdi rimaste che produrranno altri 300mila cubi di cemento"

Le spiagge continuano a far discutere. I lidi capitolini sono sotto la lente d'ingrandimento della Procura. Con l'ipotesi di reato di abuso di ufficio la Procura di Roma avvia un'inchiesta spiagge del litorale capitolino date in concessione. Al momento il fascicolo è contro ignoti. Maurizio Carrozzi esponente della Sinistra Ecolgia Libertà del XIII Municipio ha già manifestato il suo dissenso: "E' una scelta sciagurata".

Più critico è però il Presidente nazionale dei Verdi Angelo Bonelli: ''La norma sulla privatizzazione delle spiagge inserita nel DL sviluppo e' illegittima perche' in contrasto con gli articoli 42 e 49 del Codice della navigazione, in contrasto con la direttiva Bolkestein in materia di concorrenza nel libero mercato degli stati europei. Per quanto riguarda Ostia, con il progetto del Sindaco Alemanno, i gestori balneari potranno attaccare anche le ultime aree verdi rimaste, per realizzare il cosiddetto Waterfront e le Torri gemelle da 30 piani. Si tratta di una speculazione senza precedenti che produrrà altri 300mila metri cubi di cemento, privatizzando anche le poche aree rimaste libere''.

''Questa norma fa cadere il principio del demanio marittimo come bene indisponibile, rendendo i beni demaniali disponibili per i privati in via esclusiva e indisponibili per l'interesse pubblico generale. - spiega l'ex consigliere del XIII Municipio - Il diritto di superficie e' uno strumento giuridico che concede la possibilita' di edificare: ma non basta perche' con la norma del governo oggetto del diritto di superficie non saranno solo le aree oggetto delle concessioni ma anche quelle limitrofe comunali non del demanio marittimo che potranno essere usati per l'edificazione di strutture di supporto agli stabilimenti balneari''.

''Se la norma del Dl Sviluppo dovesse essere convertita in legge sulle spiagge italiane potranno essere realizzati oltre 10 milioni di metri cubi di cemento. - conclude Bonelli - Per questa ragione gia' ieri sera abbiamo inviato un esposto ai commissari Ue per la concorrenza e per l'ambiente per fermare questa vergogna con cui il governo vuole svendere le coste italiane''.

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