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Un caffè e un sorriso: la storia di Barbara, che sfida la disabilità dietro al bancone del bar

Lei, 35 anni, è seguita da ormai quattro anni dal centro Anffas di Ostia. La mamma: "Spesso non riusciva neanche a prendere il pulmino, ora è autonoma"

Sogna di essere una bandiera, un simbolo. Vorrebbe far capire che anche altri, come lei, possono aprirsi al mondo. Barbara, ragazza con una disabilità intellettiva di 35 anni, ora è padrona della sua vita e, come tiene a ribadirlo, "fa ottimi caffè" nel bar dove ora lavora.

Un percorso lungo che lei, timida ma con il sorriso sempre stampato in viso, ha voluto condividere con chi gli è sempre stata vicino, come mamma Noella. Fino a 5 anni fa la giovane donna non faceva nulla e non usciva nemmeno di casa. Ora ha trovato un lavoro e una seconda famiglia, grazie al supporto di Anffas Ostia Onlus.

"Quando abbiamo svolto la prima seduta riabilitativa Barbara ci ha confidato che si dicono 'cose brutte' su quelli come lei, che non non ve voleva parlare perché stava male", raccontano a RomaToday i professionisti che la seguono. Dopo un percorso ad hoc nel 2017 però Barbara ha iniziato ad essere più espansiva e, soprattutto, più padrona della sua vita

Prima è stata inserita in un percorso d'autonomia denominato 'Mi muovo da sola nel territorio' e, a marzo 2019, nel progetto 'tirocinio lavoro' presso il bar dell'associazione Anffas Ostia. La finalità di entrambi i progetti era di rispondere ai desideri e alle aspettative di Barbara tenendo conto del rapporto tra le sue capacità, le opportunità e le risorse.

E così è stato. Oggi Barbara esce di casa tutti i giorni alle 9:40. Telefona al centro per dire che sta arrivando, poi acquista il biglietto Atac, prende lo 01, fa colazione e si presenta puntualissima a lavoro. Attacca il turno alle 10:30 e stacca alle 13:30. Pranza insieme ai suoi colleghi che lavorano dopo di lei, si intrattiene un po' e torna a casa. 

Bimbo disabile rinato grazie all'amore per la batteria

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Una vita normale, per una ragazza da un grande sorriso. Nel nuovo bar di Anffas (aperto esclusivamente per dipendenti, famiglie e soci del centro e non per gli esterni), la 35enne si occupa di tutto: fa accoglienza, prepara caffè, ginseng, tè, serve acqua, prepara la ricevute e si occupa anche della cassa

"Da quando sono all'Anffas di Ostia Il mio sogno è sempre stato quello di essere un simbolo, una bandiera. Ora mi sento davvero importante, di avere uno scopo. Vorrei avere sempre più responsabilità nel bar e dimostrare che sono brava. Tutti mi fanno i complimenti, mi dicono che i miei caffè sono ottimi e questo per me è molto gratificante", racconta Barbara al nostro giornale. 

Vivere con una figlia disabile, la storia di Anna e Sara

piccinini 3-2

A certificare i successi della figlia, anche mamma Noella: "Avere un impegno lavorativo ha migliorato la stima in se stessa e il suo stile di vita. Barbara aveva l'abitudine di scrivere o sentire la radio sino a notte fonda, adesso è meticolosa, esce di casa all'orario concordato e si reca in autonomia all'Anffas. Sente di avere un ruolo, un futuro. Oggi crede in se stessa".

"Molto spesso le famiglie di ragazzi con disabilità grave hanno il terrore di uscire da forme di assistenzialismo classiche, mentre il nostro lavoro è diametralmente opposto: abbattere le barriere mentali. - spiega Stefano Galloni, direttore di Anffas Ostia - Collaboriamo ormai da anni con le imprese del territorio aiutandole nell'inserimento dei lavoratori in categoria protetta, offrendo soluzioni di tutoraggio per le imprese ed erogando corsi di formazione ad hoc sia ai ragazzi sia alle aziende sia ai tutor aziendali".

Il bar gestito dai ragazzi disabili è plastic free

piccinini 7-2

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