San Lorenzo San Lorenzo / Via dei Volsci, 33

Rissa in via dei Volsci dal 32 al 33: aggrediti ragazzi sudanesi

Due giovanissimi usciti dal Centro Sociale 32 (San Lorenzo) avrebbero aggredito due sudanesi del vicino centro gestito da profughi del Darfur, il tutto davanti a decine di testimoni

Poteva finire peggio ma, già di per sè, la scena è stata brutta. E' di ieri sera la rissa, davanti a decine di testimoni, al numero 33 di via Volsci. Si inaugurava il primo centro gestito da profughi del Darfur, una mostra fotografica, un aperitivo, un concerto. Poi la violenza che scoppia all'improvviso. Due cittadini sudanesi sono arrivati a via dei Volsci con la loro macchina per scaricare le cose necessarie alla festa. "Dal 32 sono usciti un paio di ragazzetti, hanno cominciato a dire "che ci fate qui? Ve ne dovete andare", racconta Sara, una delle donne che lavora al locale. Uno dei due sudanesi aveva con loro una bambina piccola particolare che non ha fermato uno dei ragazzi che ha tirato fuori un coltello, e un altro che ha preso una pietra. Tutto accompagnato da epiteti razzisti. Le persone che erano già arrivate al 33 hanno cercato di smorzare i toni, ed è stata avvertita la polizia che poco dopo è arrivata e per tutta la sera ha continuato a monitorare la situazione presentandosi di tanto in tanto davanti al locale.

"Ma che devo fare? Ho dato questo locale in concessione gratuita a un bel progetto, un progetto per l'integrazione, per il quartiere - dice Paola Di Salvo, che da nove anni gestisce il locale - e mi devo trovare con due attentati incendiari, avvenuti nelle settimane scorse, e la sera dell'apertura del progetto con una scena di questo tipo? Già ho deciso di chiudere perché da una non faccio cassa, ma questo è troppo". Come dire: un conto sono i problemi di "ordine pubblico" - compreso un pesante spaccio di sostanze - che hanno certamente reso meno vivibile il quartiere; un conto è che a via dei Volsci non possa aprire un centro sociale gestito da rifugiati politici per problemi di razzismo. Un paradosso. "Non è la prima volta che i ragazzi sudanesi vengono aggrediti - aggiunge Di Salvo - Io ho buoni rapporti con moltissime persone che frequentano il 32, ma c'è anche chi è razzista e violento, ed è insopportabile che tutto ciò venga tollerato".

Proprietario delle mura del 33 è anche Massimo Gaudioso, sceneggiatore di fama - tra i suoi lavori c'è, tra l'altro, il film Gomorra - che ieri sera ha assistito alla scena: "Vorrei chiedere agli esponenti della sinistra locale, come Tarzan (Andrea Alzetta, il consigliere di "Roma in action", ndr) o Nunzio D'Erme cosa pensano di questa situazione, e che giudizio politico ne danno", dice subito dopo l'aggressione.


Ma intervistati su quello che è accaduto ieri sera, né Andrea Alzetta, né Rino Fabiano - uno dei "capi", che il 32 lo frequenta ancora e anzi è arrivato sul "luogo del delitto" qualche ora dopo la rissa - si tirano indietro. "Io non frequento più il 32, ma penso che certamente il fatto sia grave e che certe situazioni, che non conosco, vadano tenute sotto controllo", dice Alzetta. E le riflessioni di Rino: "E' una situazione difficile non quella della strada, ma quella del quartiere. E certo noi non facciamo politica a progetto, ma tutti i giorni e dobbiamo subire tutte le condizioni di un pezzo di Roma degradato, dove lo spaccio è fortissimo, dove l'abbandono scolastico sta raggiungendo livelli che si vedevano venti anni fa. Chi ieri ha fatto quello che ha fatto, e non è uscito dal 32, ma si tratta di ragazzi che vivono in quella strada, è stato 'sanzionato' - dice - atteggiamenti razzisti a via dei Volsci non ce ne devono stare. Ma invito anche a non strumentalizzare". E aggiunge: "Secondo me l'apertura del centro dei sudanesi sarà una boccata di ossigeno per la strada e per il quartiere. Noi da parte nostra ci daremo da fare".

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