San Lorenzo San Lorenzo / Via dei Sabelli, 100

San Lorenzo, crepe nel palazzo a fianco del cantiere delle ex fonderie Bastianelli

Si tratta del palazzo in via dei Sabelli 100 nato a fianco dell'ex struttura industriale ormai demolita. In uno degli appartamenti sono intervenuti anche i vigili del fuoco: "Quadro fessurativo di notevole entità"

Sarà per il fatto che si sostenevano l'uno con l'altro da quasi un secolo. O per l'enorme buco aperto come una ferita nel quartiere dopo i lavori di demolizione destinata ad essere riempita da una cinquantina di mini appartamenti nuovi di zecca con tanto di box auto interrati. Ma dopo la distruzione delle storiche ex fonderie Bastianelli di via dei Sabelli a San Lorenzo, proprio all'angolo con via dei Reti, il palazzo adiacente che si trova al civico 100 sembra aver accusato il colpo. Alcuni degli inquilini infatti si sono ritrovati delle crepe sulle mura dei propri appartamenti. In particolare tre residenti. C'è chi come Rosetta Messori, vive e lavora nell'appartamento con uno dei muri perimetrali direttamente adiacenti alla vecchia costruzione che dopo l'arrivo della ruspa nel maggio scorso si è ritrovato 'denudato' della palazzina che fin dalla sua costruzione stava lì al suo fianco. Ma non solo dal lato dei lavori. Interessati dal fenomeno sono anche due appartamenti situati sul lato opposto. “Mura perimetrali dove si sono aperte delle crepe che ci preoccupano” spiega una seconda inquilina, Daniela Miele.

I lavori di demolizione e ricostruzione delle ex fonderie Bastianelli sono partiti nel maggio 2014. Un edificio che risale all'inizio del secolo scorso, al 1908, oggetto a lungo di una battaglia dei cittadini del quartiere, supportati anche da un gruppo di architetti che diffuse un appello in sua difesa, che si sono mobilitati per impedirne la distruzione e hanno presentato un ricorso al Tar contro l'iter autorizzativo ancora in attesa di giudizio. “Il nostro palazzo invece risale al 1929. Quindi le ex fonderie erano lì da sempre, fin dalla sua nascita” racconta Daniela Miele. “Tra il 10 e il 12 maggio sono iniziati i lavori di demolizione e sono continuati fino a giugno. Successivamente sono iniziate le perforazioni. Non mi sono accorta subito delle crepe e sono sicura che prima non c'erano perché avevo appena ridipinto alcune delle stanze interessate. Le avrei notate” ricorda. “Con il passare dei mesi la linea sottile che avevo individuato all'inizio però si è allargata. Ho sentito anche degli scricchiolii preoccupanti”.

VIDEO/1 - Crepe a casa di Daniela

Così la richiesta di intervento dei Vigili del Fuoco che lo scorso 31 ottobre hanno visionato l'appartamento. Ecco  come hanno descritto la situazione: “Un quadro fessurativo di notevole entità diffuso in corrispondenza dei muri e solai divisori di altro stabile attiguo”. I Vigili del Fuoco nel verbale richiedono un intervento: “Gli elementi oggettivi osservati inducono a adottare idonei strumenti per monitorare l'eventuale evoluzione. […] A tal proposito si diffida chi di dovere (coinvolgendo l'intero condominio) a far effettuare, con carattere di urgenza, idoneo monitoraggio delle strutture interessate dal dissesto”. 

Un parere chiaro. “Qualche giorno dopo un tecnico dell'azienda che sta effettuando i lavori (la Sabelli Trading srl, ndr) è venuto a controllare la situazione e ha applicato al muro delle viti per misurare la larghezza della crepa e controllare la sua evoluzione nel tempo” racconta Daniela. “Nessun documento ufficiale invece dall'amministrazione municipale che ha mandato un tecnico a visionare la situazione ma non mi ha rilasciato alcun verbale. Ancora oggi non so se seguirà un impegno preciso da parte del municipio”.

“Mi sono accorta che era accaduto qualcosa quando mi sono ritrovata le formiche sul soppalco e in diversi punti era comparsa la muffa” denuncia invece Rosetta Messori. Il suo muro dà sull'esterno e affaccia, ma non con delle finestre, proprio sul cantiere. Un muro che si riconosce dalla strada perché in alto è ancora ben visibile l'enorme murales di Hogre comparso quando le ex fonderie sono state occupate dagli attivisti di Communia. Quel lato prima era attaccato alla vecchia palazzina di cui oggi sono state conservate solo le mura esterne. “Non mi sono accorta subito di quanto stava accadendo perché quelle pareti, in entrambe le stanze interessate, sono ricoperte da armadi a muro” racconta spostando dei vestiti appesi. Rosetta ha dovuto togliere dagli armadi a muro non solo la biancheria, ma anche stampe su carta fine art e altro importante materiale del suo lavoro. “Piano piano però ho controllato e ho potuto notare che in entrambe le stanze erano comparse queste crepe. Del resto questo palazzo è nato a ridosso delle fonderie nate nel 1908 da un lato e dall'altro di un palazzo edificato nel 1926. E' stato praticamente incastrato in una realtà preesistente. È come se a un anziano nato con le stampelle a un certo punto una gli viene sottratta. Non è detto che cada ma è probabile che gli venga un acciacco”.

VIDEO/2 - Crepe a casa di Rosetta

L'INTERROGAZIONE - Contro la demolizione delle ex fonderie Bastianelli aveva scritto un'interrogazione a risposta scritta che risale al maggio 2013 la parlamentare del Movimento cinque stelle Federica Daga. Tra le motivazioni di opposizione si legge: "Il sottosuolo di San Lorenzo è formato prevalentemente da terreno da riporto, che in fase di scavo, per la costruzione dei parcheggi interrati, potrebbero determinare problemi di tenuta statica degli edifici circostanti, come successo in fase di scavo nella ex Vetreria Sciarra in via dei Volsci; è inoltre presente una falda acquifera sul sottosuolo che ha già aperto delle voragini, tra cui una in via dei Reti".

LE EX FONDERIE E LA BATTAGLIA DEI CITTADINILa struttura delle ex fonderie è stata oggetto di una battaglia dei cittadini che si sono opposti alla demolizione. L'ex struttura industriale, che fino al 2012 era in parte abitata, in parte affittata ad attività teatrali, è stato oggetto negli anni scorsi delle attenzioni di un gruppo di architetti romani che sul quotidiano di Architettura hanno raccolto centinaia di firme per un appello a difesa delle ex fonderie aperte nel 1908. Si legge nell'appello: "L'ex fonderia Bastianelli è ora interessata da un progetto che vuole alterare quell'equilibrio morfologico - che la Carta della Qualità intende conservare per attualizzarlo in modo unitario e coerente con l'intero quartiere - con un progetto di miniresidenze e livelli multipli di parcheggi sprofondati nel fragile terreno sottostante, che vedono l'opposizione dei cittadini di San Lorenzo e dei molti che amano e frequentano questo quartiere”.

VIDEO/3 - Il cantiere di via Sabelli

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