Giovedì, 17 Giugno 2021
San Lorenzo San Lorenzo / Via degli Equi, 29

San Lorenzo, centro anziani chiuso: si attende la risposta del Comune

Il centro per gli anziani fragili di via degli Equi 29 chiuso da lunedì 1 ottobre. Anche l'altro centro del Municipio III a rischio chiusura. Pronto un corteo di protesta

Il presidio degli anziani a S.Lorenzo

Si chiama CAF, ma non è l'acronimo di uno di quei centri di assistenza fiscale che forniscono un supporto su come compilare i modelli 730. Lì Giorgio, settantenne del quartiere, aveva ritrovato il sorriso, dopo la morte inaspettata della sua compagna di vita. E per lui quella era una nuova famiglia. Lucia, invece, riceveva quotidianamente un'assistenza sanitaria di base: a 75 anni, dopo un ictus e tanti acciacchi, diventa indispensabile tenere d'occhio quotidianamente la pressione arteriosa. C'è anche chi lavora all'uncinetto sulla carrozzella e chi gioca a carte amabilmente e nel pomeriggio dipinge.

Parliamo del centro per gli anziani fragili del Municipio III, via degli Equi 29, dove l'assistenza è rivolta agli over 65 in situazioni di indigenza, o di disabilità fisica e/o mentale. Dal lunedì al venerdì, per 8 ore al giorno, assistenti sociali, operatori sanitari, psicologi e volontari della cooperativa Fai si prendono cura dei nonni in difficoltà: pasti caldi, riabilitazione cognitiva e motoria, laboratori ricreativi, corsi di pittura, teatro e utilizzo del computer, gite ai musei. Aiutano loro e indirettamente le famiglie (per chi ce l'ha), che per ragioni di lavoro non possono farlo. Un servizio ad alta valenza sociale, dunque, da salvaguardare.

Eppure questo centro, a causa dei tagli del Campidoglio ai fondi per i servizi sociali, rischia concretamente la chiusura definitiva.
“Per i tre centri anziani, tra cui uno dedicato all’Alzheimer, nel terzo Municipio abbiamo chiesto al Comune 900mila euro per il loro funzionamento, ma in bilancio ce ne hanno riconosciuti 316mila, con cui non riusciamo a coprire i costi delle strutture e del personale qualificato”, denuncia l’assessore municipale al Sociale Guido Capraro. E prosegue: “Dato che non vogliamo spegnere un centro d’eccellenza, per tutta la settimana rimarrà un presidio in via degli Equi, poi sposteremo la protesta in Campidoglio”.


Da lunedì 3 ottobre, fuori e dentro il centro di San Lorenzo, gli anziani e gli addetti sono in presidio permanente. Hanno tappezzato l'ingresso e le pareti di cartelli colorati: “Ora siamo veramente più soli e fragili”, “Centro chiuso=solitudine”. Chiedono di porre rimedio e di trovare una soluzione alternativa. La risposta definitiva del Comune si attende per domani 7 ottobre, giorno in cui ci sarà anche una manifestazione-corteo per le vie di San Lorenzo.
Anche l'altro centro anziani municipale, in via Severano, rischia la chiusura entro fine mese. Lorena Urrello, psicologa e responsabile dell'istituto, è amareggiata: “Nel complesso ospitiamo circa 65 anziani, con diverse tipologie di problematiche socio-economiche e fisiche. Chiudere questi centri vorrebbe dire buttare all'aria 11 anni di lavoro, togliendo una risposta concreta ai cittadini e alle persone che ci lavorano con tanta passione. Per di più, venendo a mancare istituti del genere, queste persone andrebbero ricoverate in reparti di lungodegenza o avrebbero bisogno del sostegno di una badante: in termini pratici, e questo è il paradosso, il costo sanitario sarebbe il quadruplo di quello sociale”.


Vicino alle esigenze del quartiere, oltre all'assessore alle politiche sociali Capraro, il presidente del Municipio III Dario Marcucci, che in un comunicato scritto a nome dell'amministrazione municipale di centrosinistra spiega: “Considerato che, durante la crisi, le povertà aumentano, è assolutamente scellerato tagliare i fondi sui servizi sociali. Denunciamo pubblicamente che, nonostante le continue e pressanti richieste di questa amministrazione, dei cittadini, degli utenti e dei lavoratori, il primo ottobre il centro anziani di via degli Equi 29 è stato chiuso. La cittadinanza si mobilita per chiedere a Roma Capitale di adoperarsi affinché questo importante servizio sociale non venga chiuso definitivamente”.

Gli anziani, chissà come, chissà dove, trovano la forza per credere che tutto ciò non si avveri. E, con l'allegria innata che si fa belle persino delle tante difficoltà, non demordono.

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