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San Lorenzo San Lorenzo / Largo Settimio Passamonti

Largo Passamonti, dopo l'ultimatum del Municipio arriva la replica: "Meno musica, ma non chiudiamo alle 22.30"

Dall'associazione Remuria, concessionaria dello spazio per l'estate municipale, risposta conciliante ma ferma dopo la lettera del direttore: "Faremo più attenzione, ma il bando ci permette di andare avanti fino alle 2 e così faremo"

"Noi alle 22.30 non interromperemo le attività, il bando ci permette di andare avanti fino alle 2 e poi sarebbe economicamente insostenibile". Gabriele, 37 anni, è un attivatore di comunità e lavora per l'associazione Remuria, concessionaria di Largo Settimio Passamonti allo Scalo di San Lorenzo, dove dallo scorso anno in periodo estivo si susseguono attività culturali, incontri letterari, corsi, concerti live, racchiuse nel festival "Scalo Playground". Il 29 settembre, però, il direttore del Municipio II, Vitaliano Taccioli, ha messo nero su bianco un certo malumore da parte dell'amministrazione locale: troppo rumore, troppa folla che si riversa nel quartiere, offerta culturale poco varia. La richiesta è di sbaraccare alle 22.30 ed evitare i live durante la settimana. Tutto dopo un sit-in del 22 settembre contro la "malamovida", di fronte alla sede di via Tripoli, di un gruppo di residenti riuniti nella noenata associazione Viva San Lorenzo.

"Regole rispettate"

"La lettera del Municipio ci ha sorpresi - spiega Gabriele a Roma Today - perché avevamo avuto un incontro venerdì con la presidente Del Bello e una delegazione di cittadini, non ci aspettavamo poi di essere descritti come lo spauracchio del quartiere, in una comunicazione dove si citano membri dell'associazione e si mettono in copia le forze dell'ordine. A San Lorenzo da quindici anni ci sono emergenze di ogni genere, dalla droga ai negozi che non ce la fanno e chiudono, gli spazi abbandonati, adesso la pandemia, però adesso si viene a fare le pulci a noi che rispettiamo alla lettera ogni disposizione di sicurezza: c'è uno staff di 7/10 persone dedicato per il rispetto del distanziamento sociale e l'uso delle mascherine, ci sono dispenser di disinfettante ovunque, abbiamo una capienza massima di 1.000/1.500 persone (non le svariate migliaia lamentate dai residenti) divise in due spazi, finché non esce gente non facciamo entrare e quando ci sono i concerti live si accede all'area solo con green pass". Secondo il portavoce dell'associazione, anche le forze dell'ordine "che si sono presentate qui svariate volte per i controlli, ci hanno fatto i complimenti riconoscendo il nostro modo di lavorare come efficace".

scalo playground 1-2

"Gli spritz a 2 euro sono fumo negli occhi"

Insomma, la realtà descritta da Remuria è ben diversa e si percepisce anche una certa amarezza: "Il Municipio ci chiede più diversificazione della nostra offerta - prosegue - ma sanno benissimo cosa facciamo e cosa è stato fatto finora, glielo ricorderemo di nuovo: festival del fumetto e presentazioni di libri in collaborazione con "Giufà" di via degli Aurunci, centri estivi la mattina, spettacoli teatrali,  incontri culturali. Facciamo anche il karaoke il lunedì, scendono decine di famiglie dai palazzi limitrofi per divertirsi. Ci si concentra sugli sprtiz a 2 euro senza tener conto che li serviamo in bicchieri grandi la metà di quelli normali, quindi c'è molto meno alcol: di certo non incentiviamo i giovani all'ubriachezza e chiediamo sempre i documenti, quindi non è vero che diamo da bere ai minorenni". 

Meno musica, ma si va avanti

"In ogni caso, già dopo l'incontro con la presidente - aggiunge Gabriele - abbiamo ridotto la mole di eventi musicali previsti per l'ultimo mese e spostato le casse, per far sì che arrivi meno rumore ai residenti. Ma non possiamo interrompere le attività all'orario in cui vorrebbero, perché abbiamo preso degli impegni con artisti e lavoratori e vogliamo mantenerli fino al 31 ottobre. In ogni caso siamo aperti a trattare, quando sarà tutto finito, per trovare un nuovo spazio, ma voglio dire questo: tutto quello che siamo riusciti a fare finora, le associazioni coinvolte con le quali abbiamo fatto rete, i risultati ottenuti anche a livello di riqualificazione e mantenimento del decoro, qualora andassimo via potrebbe andare perduto". Remuria, nonostate tutto, non prova rancore nei confronti dei cittadini che si sono lamentati, spingendo il Municipio ad intervenire: "Certo, sono 40 persone  - commenta Gabriele - però noi siamo sempre stati disposti a mediare. Ci hanno detto che siamo stati troppo bravi, trasformando un evento locale in un festival cittadino, che ha attirato tanta gente e loro non riescono a sopportarne l'impatto. Ok, sediamoci e parliamone, ma non con gli incontri-trappola come quello della scorsa settimana". 

Infine, una stoccata alla giunta del II: "E' vero che ha riconosciuto l'importanza della nostra attività - conclude Gabriele - ma non ha saputo sfruttare il festival, non ha veicolato alcun messaggio ai cittadini, non ha sfruttato la nostra presenza. Abbiamo fatto quasi tutto da soli". 

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