Nomentano Salario / Via Alessandria

Piazza Alessandria zona 30, tutto sul progetto: “Un municipio a misura di persone, non di macchine”

Legambiente Mondi Possibili spinge per la realizzazione dell'isola ambientale a Porta Pia, cambierebbe volto al quadrante con zona 30 e piazza Fiume pedonale: "Vivibilità, mobilità sostenibile e sicurezza stradale"

Calmierare il traffico automobilistico, favorire l’accessibilità e la mobilità sostenibile e pedonale, combattere la sosta illegale, incentivare il commercio e le attività di ristorazione, e migliorare la vivibilità di un quartiere centrale e vivace come il Salario. Legambiente Mondi Possibili spinge per la realizzazione della Zona 30 a Piazza Alessandria.

Piazza Alessandria zona 30 e isola ambientale a Porta Pia

Un progetto di riqualificazione completa del quartiere partito con il Tavolo Tecnico Zone 30 istituito dalla presidenza del Municipio II e coordinato da Valentina Caracciolo, presidente della Commissione Lavori Pubblici e Urbanistica. Era il 2019. Dopo due anni l’ipotesi che potrebbe divenire concreta realtà è quella dell’isola ambientale di Porta Pia: quadrante di Piazza Alessandria zona 30, piazza Fiume pedonale per favorire mobilità dolce e sostenibile dando più spazio ai pedoni e meno alle auto. 

Il quadrante compreso tra via Nizza, viale Regina Margherita, via Nomentana e Corso d’Italia è un sistema morfologicamente compatto, punteggiato di emergenze architettoniche. Ha un carattere residenziale, in parte modificato in terziario, con una diffusa presenza di attività commerciali soprattutto per ristorazione, cultura e tempo libero, una “densità” che permetterebbe la quasi totale autosufficienza nelle esigenze dei cittadini. Nell'insieme ci sono intensi spostamenti pedonali che concorrono a determinare una forte tonalità di centralità e vivacità urbana. Il quartiere è ottimamente collegato al trasporto pubblico, alla rete ciclabile, ed è molto ben servito dai servizi di sharing mobility.

L'isola ambientale di Porta Pia: stop a sosta selvaggia e traffico

“Lo scenario si propone come una risposta alle numerose criticità presenti nel quartiere: la sosta selvaggia, la mancanza di accessibilità per l’occupazione permanente di incroci, strisce pedonali, scivoli; l’intenso traffico di attraversamento; la mancanza di spazi sociali e di verde; la crisi delle attività commerciali; gli spazi pedonali mancanti anche alla luce delle nuove esigenze scaturite dall’emergenza da coronavirus” - ha spiegato Legambiente.

C’è poi il temadella sicurezza stradale “che - dice l’associazione - deve essere una priorità”. Il numero di morti in strada e di incidenti è molto alto nella Capitale: soltanto nel 2019, in base ai dati Istat, sono stati 12.271 gli incidenti con morti e feriti, 1.852 con investimento di pedoni, 131 morti. “La quasi totalità degli incroci e degli scivoli (quando esistenti) è interessata dalla sosta selvaggia. Auto e moto sulle strisce, sui marciapiedi, sugli incroci. I percorsi pedonali accessibili sono inesistenti o con dislivelli; i marciapiedi sono solo lo spazio risultante dalle carreggiate e dai parcheggi. I percorsi sono discontinui. La città di Roma si distingue per un altissimo numero di veicoli privati confrontato con le altre città italiane ed europee (623 ogni 1000 abitanti, 911 per gli abitanti in età per guidare), che sono parcheggiate per più del 90% del tempo, occupando spazio. Di contro, si rileva che a seguito di incidenti con investimento a 50 km/h ci sono solo 40% di probabilità di salvezza, a 30 km/h più del 90%, e che nelle Zone 30 gli incidenti si riducono di due terzi”. 

Piazza Fiume pedonale e zone 30: ecco il progetto dell’isola ambientale a Porta Pia

Da qui la proposta che integra principi applicati in isole ambientali, zone 30, zone a traffico pedonale privilegiato (ZTPP), e si applica alla conformazione di una zona circoscritta, delimitata dalla viabilità principale, in cui prevale la funzione residenziale. 

Particolari regole di circolazione e ‘ostacoli’ fisici limitano le velocità eccessive e scoraggiano l’attraversamento. I percorsi pedonali sono privilegiati (rialzi, precedenze). Le carreggiate stradali sono condivise e spesso “piane”, cioè allo stesso livello tra marciapiedi e corsia di marcia: si passa dalla separazione all’integrazione e convivenza delle diverse componenti del traffico, fino alla totale condivisione degli spazi stradali tra pedoni, ciclisti e veicoli a motore. I materiali utilizzati sono di qualità; gli interventi favoriscono la permeabilità della città offrendo spazio al verde. La soluzione, applicata in numerosissimi esempi in tutto il mondo, raggiunge l’obiettivo di assicurare la priorità al passaggio pedonale, reso sicuro e continuo, e garantisce la sicurezza stradale”. 

La progettezione partecipata 

E’ così che (anche) Legambiente sogna il quadrante di Piazza Alessandria zona 30. “I vantaggi sono numerosi: da quelli ambientali e sociali (minor traffico, inquinamento, rumore; più sicurezza; più piacevolezza e socialità; incentivo agli spostamenti attivi; stimolo all’autonomia dei bambini; più spazio per il verde e più permeabilità del suolo; delimitazione chiara delle carreggiate) a quelli economici (aumento di valore degli immobili e notevole aumento del fatturato delle attività commerciali e ristorative). Lo provano numerosi studi realizzati su pedonalizzazioni e Zone 30 in Italia e nel mondo”. Dopo un primo incontro pubblico per la presentazione del progetto, la proposta sarà pubblicata sul sito istituzionale del II Municipio: ci sarà ancora da lavorare. L’iter è lungo e via Dire Daua, su Piazza Alessandria zona 30, e gli interventi che potrebbero stravolgere completamente il contesto sogna “una vera progettazione partecipata”. 

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