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Salvi i pini di Corso Trieste a Roma: gli alberi a rischio saranno ancorati

Gli agronomi voluti dal Comune rassicurano i residenti: “Per alberi eventualmente da abbattere chiederemo immediata sostituzione”

Analisi strumentali per verificare la stabilità ed i ipotesi alternative al taglio. Gli agronomi a cui il Comune ha dato l’incarico di analizzare i pini di Corso Trieste hanno rassicurato i residenti.

L'avvio delle indagini

“Questa estate abbiamo iniziato i rilievi sui 185 alberi di Corso Trieste della specie Pinus Pinea” ha spiegato l’agronomo Gianpietro Cantiani che, con il collega Andrea Santacroce, sta analizzando la condizione dei pini che si sviluppano lungo il viale. La loro stabilità è stata messa in discussione al punto da far temere il taglio di sessanta esemplari, vale a dire un terzo di quelli presenti. L’arrivo della cocciniglia tartaruga non ha contribuito ad offrire garanzia sullo stato di salute degli alberi.

La tenuta delle radici

I pini, hanno spiegato gli agronomi ,sono stati analizzati sia attraverso indagini visive che strumentali. Quest’ultime sono state eseguite “su piante che mostravano delle criticità”. Ora che le condizioni metereologiche lo consentono, si è passati ad affrontare anche un altro step.  “Con l’arrivo del vento che è necessario per fare questo tipo di analisi - ha spiegato Cantiani -  abbiamo fatto le prove con le Dynaroot, con la tecnologia Fakopp per poter verificare l’inclinazione delle zolle radicali sotto azione del vento”. Si tratta di una valutazione dinamica che viene eseguita per verificare la tenuta dell’apparato radicale. “Avremo a breve delle risposte” ha dichiarato l’agronomo.

Un obiettivo comune: salvare i pini

Al di là delle indagini eseguite, gli agronomi hanno spiegato agli attivisti dell'associazione “Salviamo i pini di Corso Trieste” che il loro obiettivo è di “rendere massima la conservazione di questi pini”. Cosa che varrà fatta sia eseguendo una valutazione molto approfondita. Sia lavorando ad ipotesi alternative. “Nel caso in cui degli alberi avessero delle necessità di riduzione del rischio di cedimento”  ha spiegato l’agronomo Cantiani. E nel caso in cui “il fattore di sicurezza” non dovesse lasciare particolarmente sereni, “potremmo proporre ulteriori sistemi di conservazione attraverso il cablaggio o l’ancoraggio sia a livello aereo ma anche a livello radicale”. 

Le necessarie sostituzioni

L’ancoraggio consentirebbe ai pini non particolarmente stabili di restare al loro posto. Qualora neppure questa soluzione fosse praticabile, perchè il rischio di cedimento è troppo elevato, sarà indispensabile procedere al taglio. Una pratica che comunque viene lasciata solo come ultima spiaggia. E ad una condizione a cui, i residenti e gli attivisti dell’associazione, hanno sempre mostrato interesse. Qualora qualche albero dovesse essere abbattuto, ha precisato l’agronomo Cantiani, “chiederemo che siano sostituiti immediatamente”. Richiesta che, da tempo, avanzano appunto i cittadini che, con flash mob e campagne virtuali, stanno chiedendo di salvare il patrimonio che rende Corso Trieste un viale così particolare: i suoi pini.

 
 

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