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Riunione inquilini Enasarco con sorpresa: arriva Roberto Castelli

Roberto Castelli mentre rincasa incappa nella riunione degli inquilini Enasarco. Circondato dai condomini ascolta i loro problemi, invita tutti su casa e prende l'impegno di aiutarli

E' stata una riunione con finale a sorpresa quella che gli inquilini degli immobili Enasarco coinvolti dalla dismissione hanno tenuto in serata a Monteverde. Proprio al termine dell'incontro, quando ognuno stava imboccando la via di casa, un piccolo brusio si è fatto strada nella folla annunciando l'arrivo di Roberto Castelli che stava rincasando proprio nel palazzo dove si è tenuto l'incontro.

Dopo un istante di esitazione, in molti sono usciti dall'androne per andargli incontro. Fuori dal portone Castelli è stato "accerchiato" dagli inquilini che hanno cominciato a chiedergli un intervento per non perdere la casa.  Il vice ministro, circondato dai condomini del suo palazzo e da quelli arrivati dai vari quartieri romani che ospitano i tanti palazzi di Enasarco, ha ascoltato le loro parole e ha tentato di rispondere alle tante domande. Castelli ha spiegato di abitare anche lui in questa casa della fondazione che ha ricevuto dopo aver fatto domanda e che però, tra un mese, lascerà.  
Tante le questioni che gli inquilini hanno da subito sollevato, come il problema dei nuovi affitti che saranno raddoppiati, così come la difficoltà di ottenere un mutuo, tutto lì, per una decina di minuti, davanti al portone del palazzo.

Quindi, il piccolo colpo di scena, Castelli ha invitato tutti su per mostrare il suo appartamento e ribadire che se ne andrà tra un mese. Una piccola folla lo ha accompagnato fino al suo piano, dove ha spalancato le porte di casa. Una volta entrati in salone ha dichiarato: "Siccome è stato scritto che abito in una reggia volevo farvi vedere che la mia è una casa normale.” Il gruppo di inquilini non ha perso tempo e gli ha mostrato le foto che noi di RomaToday abbiamo scattato nei loro appartamenti a Montesacro,  a Talenti e al Tufello all'interno delle case e agli esterni dei palazzi, per fargli vedere le condizioni fatiscenti di alcuni degli stabili Enasarco messi in vendita; la sorpresa nel volto di Castelli, alla vista delle foto, è stata evidente.

Gli inquilini lo hanno quindi informato che andranno dal Ministro del Lavoro chiedendogli un suo appoggio, qui Castelli non ha potuto che rispondere: “Non è di mia competenza, chiamerò Sacconi e gli segnalerò il problema. Cosa posso farci io sull'emergenza abitativa di Roma? Mica sono il sindaco di Roma.”
Castelli viene poi messo al corrente anche di un'altra faccia di questa stessa medaglia: quella dei portieri che, oltre la casa, perderanno anche il lavoro. A questo punto allarga le braccia e prende un impegno verso i condomini con cui ha parlato: “Visto che non è la mia materia, l'unica cosa che posso fare è andare dal ministro Sacconi che è lui che sorveglia Enasarco e cercare di porre alla Fondazione un diverso tipo di contratto. Nel rogito l'Enasarco può scrivere che si compra l'appartamento ma gli inquilini sono obbligati, per esempio, ad assumere a tempo indeterminato i portieri.” Una delegazione, in realtà, è già stata da Sacconi, hanno raccontato alcuni portieri, ma il ministro ha risposto che di questa storia non sapeva nulla e che si sarebbe informato.

Pian piano la folla ha cominciato a diradarsi, l'ora di cena era già scattata e in molti dovevano tornare dalle proprie famiglie, alcuni chiamavano a casa spiegando l'insolita situazione, altri salutavano ricordando l'impegno preso ad aiutarli. Castelli ha ribadito che cercherà di fare il possibile per aiutare quelli che, come lui, vivono nelle case Enasarco. Lui tra un mese, con gli scatoloni mostrati a testimonianza, lascerà questa casa, gli inquilini colpiti dalla dismissione, invece, continueranno le loro riunioni dichiarando che non smetteranno di lottare per la casa. 

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