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Monteverde Monteverde / Piazza Pietro Merolli

Al parco dei Colli Portuensi penseranno i cittadini. Ecco il patto stretto con il municipio

A un gruppo di associazioni verranno date le chiavi per l'apertura e la chiusura dei cancelli, e i volontari si occuperanno della manutenzione del verde

Saranno i cittadini a prendersi cura dell'area verde di piazza Pietro Merolli, ai Colli Portuensi. Grazie a un patto di collaborazione già firmato con il municipio XII, le associazioni Monteverde Attiva, Arci Freddy Aps, Amici di villa Flora si occuparono di garantire ai residenti la piena fruizione dello spazio pubblico. Il tutto, come si legge nel testo dell'accordo, "nelle more dell'attivazione del Centro di aggregazione giovanile (Cag)" a cui il municipio ha destinato il manufatto presente nel perimetro, a seguito della partecipazione a un bando della Regione Lazio. 

Il patto per il verde

Cosa prevede il patto di collaborazione? Il municipio assegna e coordina gli interventi di competenza dei servizi tecnici-operativi necessari alla gestione ordinaria e straordinaria del parco. Le associazioni si occupano di gestire gli accessi al giardino, quindi apertura e chiusura dei cancelli in orari e periodi da stabilire, attività di pulizia dell'area, e piccola manutenzione in collaborazione, si legge nel testo firmato dalle parti, "quando necessario con Ama, Servizio Giardini, Polizia locale ed altri eventuali operatori competenti". 

Al momento l'accordo è valido dal 1 aprile al 30 settembre 2024. Rispetto però all'apertura del centro giovanile, le tempistiche potrebbero cambiare. E allora, come clausola, l'impegno delle associazioni "a riconsegnare le chiavi del giardino e del manufatto a richiesta dell'amministrazione". 

La storia della piazza

L'area di piazza Merolli è stata già oggetto di più affidamenti esterni per le attività di pulizia e manutenzione del verde. Fino al 2020 nella casetta che ospiterà un centro di aggregazione giovanile era presente una ludoteca, e i gestori si occupavano anche del giardino. Il bando per l'aggiudicazione del servizio non venne però rinnovato dall'allora giunta della presidente M5s Silvia Crescimanno, per alcune verifiche su presunti abusi edilizi all'interno dei locali. L'intera area, giardino compreso, è rimasta chiusa per due anni. Poi arrivarono i percettori del reddito di cittadinanza a dare una mano per il decoro del parchetto. Era il tempo dei cosiddetti "puc" (progetti utili alla collettività), che vennero attivati sul territorio municipale. Oggi tocca direttamente ai residenti.
 

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