Mercoledì, 23 Giugno 2021
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Occupazione immobile Enasarco: “Violenza danneggia inquilini”

In merito all'occupazione di uno stabile di proprietà dell'Enasarco la fondazione replica a Noi Oltre, il gruppo di estrema destra responsabile del gesto

Nella notte di sabato 8 ottobre alcune persone hanno occupato dei locali commerciali di proprietà di Enasarco siti nel quartiere Monteverde. Ad occupare sono stati alcune persone appartenenti a Noi Oltre, come comunica Enasarco, con la partecipazione dell’Onorevole Cassone, Consigliere comunale e presidente della Commissione commercio di Roma Capitale e alla presenza di Antonio Castaldi rappresentante della Fenasalc Cisal.

A seguito del gesto, il questore Tagliente dispose immediatamente lo sgombero dell'immobile, ma la questione sembra tutt'altro che risolta. La Fondazione Enasarco, affida a una nota stampa la sua replica al gesto esprimendo la propria fermezza “a tutti coloro che negli ultimi giorni, con atti dissennati, hanno danneggiato gli interessi degli iscritti, minacciato la sicurezza dell’inquilinato, l’ordine pubblico e le istituzioni capitoline, con forme di protesta violente e vani proclami, mirati a bloccare la vendita del patrimonio immobiliare della Cassa.”

Quindi, la fondazione si è detta “costretta” a far intervenire le forze dell'ordine per liberare l'immobile occupato: “Un comportamento in palese lesione degli interessi, che peraltro dovrebbero stare particolarmente a cuore all’Onorevole Cassone, degli agenti e dei rappresentanti di commercio, che ha costretto la Fondazione a far intervenire le Forze dell’Ordine per mettere in sicurezza i luoghi e gli inquilini dell’intero palazzo.”

Continuano da Enasarco riallacciando la questione alla luce della protesta che il gruppo di estrema destra ha attuato in Campidoglio: “Ieri la protesta ha avuto un surreale seguito, con il violento blitz di una cinquantina di militanti della medesima organizzazione, che hanno fatto irruzione nell’aula comunale Giulio Cesare, interrompendo l’Assemblea e distribuendo volantini contro la dismissione immobiliare, recanti il nome dello stesso Cassone. Sono, questi, meschini tentativi di travisare la realtà del Piano di dismissioni, in difesa di interessi di parte e non certo di quelli dell’inquilinato. Il Piano, occorre ribadirlo ancora una volta, è frutto di una lunga e attenta concertazione sindacale, è stato validato dai Ministeri vigilanti ed è partito con pieno successo. Le prime vendite, in quartieri periferici e popolari della Capitale, hanno avuto adesioni medie superiori al 90%. Fatti e numeri che sono nero su bianco e parlano da soli”.

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