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Guarita l’oca di Villa Pamphilj attaccata dai cani. Ora ha trovato casa in un oasi naturale

Dopo una laboriosa cattura l'animale era stato portato nel centro recupero fauna selvatica della Lipu. Nonostante le condizioni siano apparse subito "gravi", l'oca ha ripreso a nutrirsi autonomamente ed ora è approdata nel rifugio "la grande oasi".

Termina a lieto fine la vicenda che ha visto protagonista un’oca, aggredita alla fine di gennaio 2024 all’altezza del laghetto di Villa Pamphilj. 

Gli attacchi dei cani

L’animale era stato notato in difficoltà per la frattura del becco. Una probabile conseguenza, secondo i volontari che si prendono cura della storica villa, dello scontro con un cane. Non il primo purtroppo visto che ad ottobre un altro volatile, della stessa specie, era stato trovato privo di vita sempre nella zona del laghetto. Anche in quel caso l'ipotesi più diffusa è stata quella dello scontro con un quadrupede, portato senza guinzaglio.

Una laboriosa cattura

L'oca protagonista della storia a lieto fine, era stata prelevata dalla villa con il contributo dei veterinari responsabili della Asl. Un’operazione laboriosa perché l’animale, nonostante le lesioni, era nel pieno delle forze e tendeva a rifugiarsi in acqua. Ci sono voluti infatti cinque giorni per riuscire a catturarla, con l’auto anche della polizia locale e degli attivisti dell’associazione per villa Pamphilj, coordinati dalla volontaria Adriana Angelini.

Ricoverata in gravi condizioni

Terminata la cattura, l’oca è stata portata al Centro di recupero fauna selvatica della Lipu dove la veterinaria Francesca Manzia ha accertato che le condizioni erano gravi: “con un’amputazione traumatica quasi totale del becco inferiore e una grave infezione alla base della lingua, le lesioni non sembravano lasciare speranze” ha raccontato la responsabile del centro.

La guarigione e la liberazione dell'oca

A dispetto delle prime impressioni,  l’oca ha dato segno di una grande vitalità. E così “dopo i primi giorni in cui si è reso necessario nutrirla con un sondino – ha spiegato Manzia – l’infezione è quasi completamente guarita, la lingua si è sgonfiata ed ha ricominciato a muoversi ed a mangiare autonomamente”. Dopo una lunga riabilitazione – l’animale era entrato nel centro Lipu all’inizio di febbraio – finalmente l’oca “si è rimessa del tutto ed è approdata nella nuova casa, la ‘Grande Oasi’ di Mazzano Romano” ha spiegato Manzia. Si tratta di un rifugio gestito da un’organizzazione di volontariato, l’Aida, attiva di 24 anni in diesa degli animali in difficoltà.
 

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