Monteverde

Casale San Pancrazio, riparte il cantiere per riaprirlo alla città

Se ne è discusso in una commissione del XII Municipio, la relazione tecnica ricostruisce la storia della struttura. Sarà un centro giovanile o un bibliocaffé?

Un tesoro garibaldino a pochi passi da porta San Pancrazio potrebbe avere presto una nuova destinazione d’uso: se n’è discusso in una commissione ambiente del XII Municipio dove la maggioranza Cinque Stelle che governa Monteverde ha presentato un progetto, una risoluzione che, se approvata, impegnerebbe la giunta municipale a trasformarlo in un centro di aggregazione giovanile. Si tratta della cosiddetta “Casina Garibaldina” o Casale di San Pancrazio, sito proprio davanti all’ingresso di villa Doria Pamphilj, che da molto tempo giace inutilizzata, nonostante il restauro che l’ha completamente rimessa a nuovo e che è terminato nel 2016. Nel 2017 furono i comitati di quartiere a promuovere una raccolta di firme da oltre 800 adesioni per stimolarne l’apertura e la messa a disposizione dei cittadini.

La storia della casina garibaldina

L’immobile ha una storia lunga e travagliata, ricostruita da una relazione tecnica esaustiva presentata dagli uffici del Municipio, a cui RomaToday ha potuto avere accesso. L’immobile è stato espropriato nel 1956 per la realizzazione della via del Vascello e più volte l’amministrazione si era chiesta se demolirlo: sarebbe stato certamente un peccato visto che la tradizione vuole che proprio qui alloggiò Giuseppe Garibaldi con le sue truppe, durante l’assedio francese del colle romano. Dopo diverse peripezie e nulla di fatto si è arrivati al 2003, quando il Dipartimento Patrimonio lo ha consegnato al Municipio per dei sopralluoghi, e al 2007, quando la delibera del Consiglio Municipale ne ha cambiato la destinazione d’uso, da residenziale a spazio culturale. Grazie alla Regione Lazio sono poi partiti i primi lavori di ristrutturazione, giunti come dicevamo fino al 2016. Tuttavia, nel 2017 tutti i fascicoli vengono sequestrati dalla magistratura inquirente nell’ambito di un procedimento penale; su richiesta del municipio nel 2019 i plichi vengono poi dissequestrati, e ora il municipio si avvia a definirne il destino.

La destinazione d’uso

Tuttavia, scrivono i tecnici, sul bene a tutt’oggi vi sarebbero dei dubbi riguardo l'effettiva titolarità, ovvero se esso sia nella disposizione del Dipartimento Patrimonio del Comune o del XII Municipio: diverse sono le richieste che la struttura municipale ha inviato al Comune affinché chiarisca questo punto, ma tale fondamentale risposta oggi appare ancora mancare. Intanto, tuttavia, i consiglieri del Movimento Cinque Stelle, nella risoluzione a cui Roma Today ha potuto aver accesso, hanno indicato la strada della trasformazione del Casale in un Centro di Aggregazione Giovanile polifunzionale, comprensivo di punto ristoro. Perplesse le opposizioni, su due fronti: da un lato perché sarebbe ancora dubbio che il municipio possa muoversi in autonomia per disporre del bene; dall’altro perché, contestualmente alla raccolta firme del 2017, venne promossa un’iniziativa partecipata per destinare il bene a bibliocaffé culturale. Il 30 aprile è convocata una nuova commissione per affrontare i nodi aperti. 
 

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