Monteverde

Casale San Pancrazio, i comitati: “Subito assegnazione e processo partecipativo”

Manifestazione dei gruppi territoriali davanti alla Casina Garibaldina, presto una nuova commissione: “Chiediamo di poter visitare lo stabile”

Sarà la settimana giusta per il destino del Casale San Pancrazio a Monteverde? Sabato 8 settembre davanti alla Casina Garibaldina a due passi da villa Pamphilj si sono riuniti gli attivisti dell’Associazione Monteverde Attiva, del Comitato di Quartiere Monteverde Nuovo, Pisana Vignaccia Quaroni, La voce di Porta Portese e del Comitato di Quartiere Monteverde Quattro Venti. Presenti anche esponenti storici del centrosinistra del XII Municipio per sollecitare una presa di posizione netta, da parte degli organi locali, riguardo lo stabile di cui si chiede a gran voce l’apertura. In precedenti appuntamenti su RomaToday abbiamo fatto il punto sulla struttura su cui il parlamentino di Monteverde sta da qualche tempo discutendo.

In una nota che Roma Today ha potuto leggere, i comitati iniziano con lo stigmatizzare “la particolare lentezza di un processo amministrativo e decisionale che prende le mosse dall’esproprio di un manufatto privato, effettuato per finalità pubbliche, risalente al 1956 e che ancora non vede compimento. L’impietosa relazione tecnica”, su cui anche RT ha scritto, “descrive un iter le cui fasi principali durano decenni; solo per citare l’ultima – quella che riguarda l’acquisizione dell’immobile da parte del Municipio – si rileva che essa inizia nel settembre del 2003”. Secondo i comitati la Casina deve al più presto diventare “un presidio socio culturale e di servizio a beneficio del territorio”, trasformandosi in una sorta hub per “riunioni associative, incontri con la cittadinanza, presentazioni di iniziative, seminari, film all’aperto, proposte per le scuole, etc”.

L’ubicazione dello stabile, a pochi passi da Villa Pamphilj, la renderebbe inoltre perfetta per essere servente alla fruizione della villa, con “servizi di ristoro, servizi igienici, ecc. che si possono prefigurare come la creazione di un caffè letterario”. Viene inoltre scoraggiata la strada fatta di “utilizzazioni ed affidamenti di particolare brevità”, fra cui “iniziative estemporanee, concessioni a brevissimo termine, occupazione di esercizi o attività temporanee, che lungi dall’apportare decoro e stabilità, finiscono per costituire quell’”eterno provvisorio” che vorremmo sempre meno vedere nel nostro Paese”. Il riferimento, nemmeno troppo velato, appare qui essere alle intenzioni tratteggiate dalla maggioranza Cinque Stelle che governa a Monteverde; l’idea dei pentastellati sarebbe quella di mantenere la struttura in mano municipale, consentendo ad associazioni ed enti privati di fruirne, a turno, in base a un regolamento di gestione.

I comitati di quartiere, scrive il presidente del Comitato Monteverde4Venti su Facebook, chiedono comunque nell'immediato “la messa a norma dell’area esterna al casale, l’assegnazione definitiva al Municipio 12 e soprattutto l’apertura di un “procedimento partecipato” per chiedere il parere dei cittadini in merito all’utilizzo. Nel corso della manifestazione”, si legge ancora, “abbiamo confermato la volontà di dedicare il casale alla memoria delle donne della Repubblica Romana, protagoniste della lotta per la libertà”. Nei prossimi giorni una commissione municipale farà ancora il punto sulla struttura alle porte di villa Doria Pamphilj, mentre i comitati fanno sapere che avrebbero intenzione di poter accedere alla struttura per una visita preliminare.

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