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Hydromania, si va verso la riapertura in attesa della delocalizzazione

Una nuova memoria di giunta tranquillizza i 160 dipendenti che per il momento vedono salva la stagione 2010. L'Arim, proprietaria del parco, è pronta a delocalizzare ma vuole la destinazione d'uso dell'area attuale

Si è tenuta ieri mattina, nella Sala degli Arazzi al Campidoglio, la Conferenza dei Servizi che ha visto allo stesso tavolo l’Arim srl (proprietario del Parco Acquatico Hydromania), il Consorzio residenziale Giardini del Pescaccio, Parsitalia SpA e il Comune di Roma, rappresentato dal Capo staff del Sindaco Gianni Alemanno, Antonio Lucarelli e dal capo del Dip. VIII, Marcello Menichini.

Dopo la manifestazione di protesta dello scorso martedì organizzata dai dipendenti del Parco acquatico al Campidoglio, i delegati del Sindaco, Antonio Lucarelli e Marcello Menichini, che già martedì si erano detti disposti, come nelle intenzioni del Primo Cittadino, ad assecondare le richieste dei dipendenti e salvaguardare così i 160 posti di lavoro, hanno posto ieri mattina le linee guida per la risoluzione del contenzioso e ribattuto il verbale per una nuova memoria di giunta, al momento non ancora sottoscritta da tutti i soggetti interessati. Questo nuovo documento scioglierebbe i primi nodi della questione e permetterebbe ad Arim srl di riaprire le porte di Hydromania tra meno di due mesi.

Il Capo staff del Sindaco ha voluto dare un forte segnale per tranquillizzare i dipendenti a rischio, disponendo in primo luogo la predisposizione dell’Ordinanza Sindacale, a firma della dr.ssa Daniela Barbato (delegato per l’emergenza traffico e mobilità), che sbloccherebbe le pratiche di viabilità per la realizzazione della variante per l’accesso al complesso residenziale Pescaccio.

La predisposizione dell’ordinanza, recepita in Conferenza da tutti gli uffici preposti e dall’Avvocatura del Comune di Roma, permetterà di sospendere nuovamente il procedimento amministrativo in corso al TAR del Lazio, la cui prossima udienza è fissata al 14 aprile,  garantendo così a Hydromania di avviare le attività per la stagione 2010.

Il verbale, inoltre, dà disposizione affinché vengano verificati i presupposti che riguardano le destinazioni d’uso delle aree interessate alla delocalizzazione del Parco acquatico, che, nell’ottica del lungo periodo, risolverebbe definitivamente il contenzioso.

Arim srl, ha ribadito la sua disponibilità alla delocalizzazione, a patto che l’area su cui oggi sorge Hydromania sia oggetto di un cambio di destinazione d’uso, la cui cubatura volumetrica garantisca la liquidità necessaria a sostenere i costi della delocalizzazzione, stimati intorno ai 25/30 milioni di euro; e venga salvaguardata, prima di tutto, la continuità delle attività, per garantire ai 160 dipendenti di lavorare senza discontinuità.

Attualmente il valore della cubatura dell’area del Parco, che si trova in prossimità del GRA, non coprirebbe per intero i costi di delocalizzazione della struttura ma, ancora una volta, Antonio Lucarelli si è mostrato disponibile e ottimista per una risoluzione definitiva in questa direzione, dichiarando che il primo interesse del Campidoglio è quella di salvaguardare un’impresa che opera regolarmente e con successo sul territorio dando lavoro a più di 160 famiglie romane.

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