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Monteverde Monteverde / Via Arcangelo Ilvento

Una speranza per salvare il Faro, il centro sportivo solidale a rischio chiusura

La Croce Rossa rassicura sull'intenzione di trovare un accordo con l'associazione che da quasi 20 anni gestisce la struttura che sorge a pochi passi dai Colli Portuensi

Per salvarlo si sono spesi volto noti come Claudio Amendola, Luca Argentero, Barbora Bobulova, Luca Zingaretti e Paolo Calabresi, e firme alla petizione online sono arrivate anche da Valerio Mastandrea, Elio Germano, Neri Marcorè e Pietro Sermonti. Una vera e propria mobilitazione, quella per salvare il Faro, che ha spinto al Croce Rossa, proprietaria degli spazi, a diffondere una dichiarazione pubblica in cui rassicura sul fatto che il centro sportivo di Monteverde non chiuderà.

“La Croce Rossa Italiana ha incontrato questa mattina il presidente del XII Municipio di Roma, Elio Tomassetti, in merito alla questione del centro sportivo Il Faro, ribadendo che non c'è alcuna volontà di dismettere l'area di sua proprietà a fini di utilità sociale e del territorio, ma che è necessario attendere il giudizio del Tribunale di Roma per fare chiarezza sulla validità del titolo di detenzione degli spazi”, ha fatto sapere l’associazione in una nota. 

Perché il Faro rischia di chiudere

La questione è complessa: il centro sportivo di via Arcangelo Ilvento, nei pressi dei Colli Portuensi rischia di chiudere i battenti dopo quasi vent’anni di attività nel campo dello sport e del sociale a causa della scadenza del contratto, prevista a luglio. L’associazione sportiva dilettantistica CCCP 1987, che attraverso il suo lavoro e il suo impegno ha reso il centro un punto di riferimento per le zone di Monteverde, Portuense e Gianicolense, aveva spiegato in una petizione online (che ha raccolto oltre 1.500 firme) che la Croce Rossa Italiana aveva ripreso possesso dell’area in cui si trova il circolo “contestando la validità del nostro contratto di locazione, che comunque scadrà a luglio, e quindi il nostro diritto a restare negli impianti". 

"Per questo motivo - avevano spiegato - ci ha fatto causa e non intende in ogni caso sottoscrivere un nuovo accordo con noi, nonostante non abbia alcun progetto di utilizzo dell’area del circolo. Non c’è alcuna inadempienza da parte nostra: abbiamo sempre diligentemente e puntualmente versato tutte le somme dovute per l’affitto e le utenze, oltre a farci carico di tutti gli interventi di natura ordinaria e straordinaria per garantire l’uso e la qualità dei campi e delle strutture alla nostra utenza”.

La mediazione del Municipio XII e le parole dell'assessore

Del futuro del Faro si era interessato anche il presidente del Municipio XII, Elio Tomassetti, che si era schierato al fianco dell’associazione e che lo scorso dicembre si è detto disponibile a prendere in carico la proprietà dell’impianto sportivo per poi affidarlo, tramite bando, al soggetto avente i requisiti necessari a garantire il proseguimento dell’attività.

Richieste di incontro e tentativi di arrivare a un accordo non sono però mai andati a buon fine, almeno sino a oggi: l’incontro con Tomassetti ha portato la Croce Rossa a rassicurare sul fatto che “un serio e responsabile dialogo con il Municipio può costituire la base per programmare varie attività congiunte tra le Istituzioni per il migliore interesse della collettività. Si conferma dunque che da parte della Cri vi è l'assoluta volontà di mantenere lo spazio al servizio del territorio di concerto con le istituzioni locali nel rispetto delle normative e modalità cui è soggetta l’associazione nella gestione del proprio patrimonio immobiliare”.

"Seguiamo con preoccupazione le vicende di rischio chiusura dei campi del circolo sportivo Il Faro - ha detto lunedì l'assessore capitolino a Sport, Grandi Eventi, Turismo e Moda, Alessandro Onorato - Si tratta di un’area sportiva strategica per tutta la città e per il Municipio XII, che deve rimanere patrimonio del territorio senza soluzione di continuità. Bene ha fatto il presidente Elio Tomasetti  a convocare una riunione con la Croce Rossa, che è proprietaria dell’impianto. Dagli esiti di questo primo incontro, apprendo con favore che c’è la disponibilità a non chiudere l’impianto ma a trovare una soluzione tra gli enti pubblici interessati. Supporteremo il Municipio in ogni richiesta di progettualità condivisa per l’utilizzo di un impianto sportivo che, pur essendo di Cri, è di rilevanza pubblica".

Dalla nazionale di “Crazy for football” al Real Zigan

L’esperienza che ha reso davvero unico e noto il Faro è quella che lega il circolo alla nazionale di “Crazy for football”, formata da pazienti psichiatrici, un’iniziativa finalizzata a combattere i pregiudizi intorno alla salute mentale nata da un’idea del professor Santo Rullo e raccontata in un docufilm che nel 2017  ha vinto il David di Donatello. 

Sui campi del Faro si allena, inoltre, anche il Real Zigan, la squadra composta da ragazzi rom del campo di Castel Romano voluta dal fumettista Gipi.

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