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La storia di Alfredo, sfrattato dalla sua edicola dopo 64 anni: Monteverde si mobilita

Tocci, 75 anni, è pilastro e memoria storica di piazza Scotti. Da decenni combatte per regolarizzare la sua posizione e tenere il chiosco, ma la soluzione sembra non trovarsi. E parte la campagna social

 

Più di 60 anni trascorsi nello stesso punto, dietro lo stesso banco, a consegnare quotidiani, riviste, figurine, inserti e giochi a tre generazioni: Alfredo Tocci non è soltanto l'edicolante di piazza Scotti, a Monteverde, ma è anche la memoria storica della zona. E in questi giorni di metà marzo è preoccupato, perché è certo che a breve "mi faranno sgomberare".

Alfredo a Monteverde lo conoscono praticamente tutti, sia chi ci abita sia chi il quartiere lo frequenta per lavoro. È una sorta di "pilastro" posizionato su un lato di piazza Scotti, lo stesso lato da cui vogliono farlo spostare per violazione del regolamento comunale. La battaglia è iniziata negli anni '90 e riguardava la porzione di suolo occupato, ed è andata avanti per trent’anni tra progetti alternativi rigettati, contravvenzioni da 3.500 euro ciascuna e cambi di amministrazione, ed è arrivata al culmine a febbraio, quando a Tocci è stata ritirata la licenza: "Adesso devo chiudere - conferma il 75enne - Non mi resta altro da fare. O sgombero io, o verranno loro a farmi sgomberare".

La storia di Alfredo si intreccia indissolubilmente con quella della piazza in cui sorge la sua edicola. I lavori di riqualificazione di piazza Scotti, iniziati nell’estate del 2020, hanno sollevato un polverone tra residenti e commercianti, contrari al progetto presentato dalla giunta della sindaca Raggi e inserito all’interno del Pums (Piano Urbano di Mobilità Sostenibile).

Il programma prevede un allargamento della piazza, tra marciapiedi e aiuole, con la cancellazione di una rotatoria che per il quartiere era uno snodo fondamentale per il traffico di Monteverde. Con l’annuncio del cantiere per Alfredo ha iniziato a palesarsi un’opportunità di trasferimento dall’altro lato della piazza, che si è rivelata però una sorta di trappola.

"Inizialmente mi avevano detto che era un progetto finanziato a livello europeo, e che serviva un bando - racconta - Allo stesso tempo mi avevano chiesto di presentare un progetto, l’ennesimo. Del bando non se n’è fatto nulla, il finanziamento è stato rimpallato al Comune, e a fine febbraio mi è stata ritirata la licenza". Da lì è iniziata la battaglia condotta non più da Alfredo, ma da chi lo conosce e gli vuole bene: una campagna portata avanti a colpi di hashtag e selfie con l'edicola 'che non si tocca' condivisi sulla pagina Facebook creata appositamente - 'Salviamo piazza Scotti' - e sui gruppi di quartiere: 'L'edicola non si tocca', è lo slogan.

Sul tema, proprio alla luce dell’escalation di proteste, è intervenuta anche la presidentessa del Municipio 12, Silvia Crecimanno: "La questione dell'edicola di piazza Scotti sta avendo grande risonanza nel quartiere di Monteverde Nuovo - ha detto su Facebook nei giorni scorsi - credo sia giusto informare i cittadini per poter comprendere la situazione". Al dibattito, trasmesso in tv, ha partecipato anche Tocci: "Non è servito a nulla, sono state dette anche cose non del tutto corrette. E siamo ancora nella stessa situazione".

"Assurdo che lo facciano sgomberare e non si trovi un'altra soluzione", riflette una cliente arrivata a comprare le figurine per il figlio. Alfredo le indica quelle che sta cercando, poi le dà il resto, la saluta e sorride: "La conosco da quando era piccola, veniva da me a comprare giornalini e figurine per lei. Conosco tutti, e tutti conoscono me". 

Tocci è commosso dalla risposta del quartiere: "In tanti mi hanno manifestato vicinanza e solidarietà. Ho 75 anni, vorrei passare l’edicola a mia figlia. Lei è laureata, ma ancora non è riuscita a trovare lavoro e vorrebbe portare avanti l’attività di famiglia - conclude amareggiato - Io non dico che l'abuso va ignorato, chiedo solo di potermi sedere a un tavolo con gli amministratori e di trovare una soluzione alternativa, dipende tutto dalla loro volontà".

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