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Emergenza clochard: a Vigne Nuove il centro anziani apre ai senzatetto

La struttura di via Cifariello convertita in centro di accoglienza temporaneo per senza fissa dimora. Il presidente Caudo: "Si aprano di notte anche stazioni metro, Conca d'Oro e Jonio idonee"

Da centro anziani a ricovero per senzatetto. A Vigne Nuove la struttura per le attività della terza età, chiusa e inutilizzabile dal lockdown, è stata temporaneamente convertita per l’accoglienza dei senza fissa dimora che vivono per strada: otto in tutto i posti messi a disposizione dal Municipio III, con l’aiuto dei volontari e del comitato territoriale della Croce Rossa. 

Il centro anziani di Vigne Nuove apre ai senzatetto

Lo spazio funzionerà per i prossimi quindici giorni e servirà per dare riparo a chi è costretto a vivere in strada strappandolo a quella morsa del gelo che a Roma ha già fatto nove vittime in due mesi. “Accoglierà durante la notte l’umanità che resta per strada” - ha scritto il minisindaco del Roma Montesacro, Giovanni Caudo. 

Il centro anziani di Vigne Nuove convertito in centro di accoglienza per senzatetto si aggiunge a quello di via Ottorino Gentiloni attivo dal 2018 e che al suo interno può ospitare ventisei persone. 

Nove clochard morti per il freddo: "Sia utilizzino alberghi e si aprano stazioni metro di notte"

"E’ inaccettabile che nella capitale d’Italia si continui a morire di freddo. La crisi sanitaria ha aggravato la situazione e la solidarietà è rimasta l'unica stella polare: il numero delle persone senza fissa dimora accolto dalle strutture comunali è meno della metà del numero delle persone accolte nelle strutture gestite dalle associazioni” - commentano i consiglieri del Municipio III Matteo Zocchi e Sara Alonzi. “Il fatto che questa città si regga ancora una volta sulle rete di volontariato è motivo di orgoglio per tutti i romani e tutte le romane ma c'è da prendere atto che l'amministrazione comunale si è dimostrata ancora una volta impreparata, rimanendo sorpresa dal freddo dell'inverno e lasciando esposte alle intemperie le persone più fragili”. 

Anche da piazza Sempione si leva la richiesta, già avanzata dalla Comunità di Sant’Egidio, di utilizzare per il ricovero dei senzatetto gli alberghi inutilizzati a causa dell’emergenza Covid-19, così come l’esigenza di aprire di notte le stazioni della metropolitana per consentire a chi vive in strada di trascorrere le ore più gelide in luoghi più riparati. 

Emergenza clochard: dal Comune mille posti per l'accoglienza, ma per le strade il gelo miete vittime 

La manifestazione a Conca d'Oro: “Non si muore per il gelo, si muore di indifferenza” 

Sabato scorso la manifestazione di Nonna Roma proprio alla stazione di Conca d’Oro, ex capolinea della metro B1 intorno al quale si accampano decine di persone costrette a vivere all’addiaccio. “Non si muore per il gelo, si muore di indifferenza” - hanno sottolineato gli attivisti forti anche della petizione online che ha raccolto oltre mille sottoscrizioni. 

Apertura delle stazioni metro di notte invocata anche dall’Assemblea Capitolina che ha approvato una mozione urgente per chiedere alla Sindaca e alla Giunta di attivarsi e mettere in campo tale provvedimento. 

Troppi morti per freddo sulle strade di Roma: "Raggi apra le stazioni metro" 

Caudo a Raggi: "Stazioni metro Conca d'Oro e Jonio accolgano senzatetto"

A Raggi pure la lettera del Roma Montesacro: “Ho scritto alla Sindaca sollecitando l’apertura delle stazioni della metropolitana per accogliere durante le ore di chiusura chi dorme per strada, a Roma sono quasi 8mila persone. Nel nostro municipio - ha scritto Caudo - le stazioni metro di Conca D’Oro e di Jonio hanno spazi in abbondanza per accogliere in sicurezza chi ha bisogno di un riparo nelle notti gelide”. 

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