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Ore 9.27, la sirena squarcia il silenzio di Valmelaina: diciannove anni fa l’esplosione di via Ventotene 

Il 27 novembre 2001 la tragica esplosione che provocò otto vittime tra civili e vigili del fuoco: la cerimonia di commemorazione di colleghi, cittadini e istituzioni

Tutti sotto la targa in memoria delle vittime dell’esplosione di via Ventotene. Una folla composta, commossa e quest’anno distanziata ma vicina nel dolore alle famiglie e ai cari che hanno subito perdite, ha ricordato il tragico scoppio del 2001. 

Il 27 novembre del 2001 l’esplosione di via Ventotene

Era il 27 novembre di diciannove anni fa quando, a causa di una fuga di gas più volte segnalata, si verificò la violenta esplosione. Un boato tremendo investì l’intera zona: panico nelle strade limitrofe e nel vicino mercato, mentre la palazzina al civico 32 di via Ventotene veniva totalmente sventrata dalla deflagrazione. Il frastuono di pareti e solai venuti giù, la coltre di polvere fitta che scemando lasciò spazio ad uno scenario di guerra: urla, decine di feriti, finestre in frantumi, calcinacci ovunque, vetture ribaltate e panico. 

L’esplosione che ha ferito Valmelaina

Una ferita che a Valmelaina non si è mai rimarginata. Le immagini della devastazione, delle macerie e degli sfollati accolti nella parrocchia del quartiere sono ben impresse nella mente di tutti. Nel cuore il ricordo di chi nell’esplosione di via Ventotene ha perso la vita. Otto le vittime, quattro civili e quattro vigili del fuoco: Fabiana Perrone, Maria Grosso, Elena Proietti, Michela Camillo e gli uomini della squadra 6A del distaccamento Nomentano Fabio Di Lorenzo, Sirio Corona, Danilo Di Veglio e Alessandro Manuelli, intervenuti sul posto.

La preghiera a Santa Barbara dei Vigili del Fuoco

Come ogni anno dal tragico evento, oggi 27 novembre, la sirena dei vigili del fuoco ha squarciato il silenzio di Valmelaina alle 9.27 in punto. Poi un minuto di raccoglimento e l’emozionante preghiera a Santa Barbara recitata davanti alla statua nella piazza dell’ex mercato che ricorda i vigili del fuoco caduti.

“[…]Signore, siamo i portatori della Tua croce, e il rischio è il nostro pane quotidiano. Un giorno senza rischio non è vissuto, poichè per noi credenti la morte è vita, è luce: nel terrore dei crolli,nel furore delle acque,nell'inferno dei roghi. La nostra vita è il fuoco, la nostra fede è Dio. Per Santa Barbara Martire”.

Il Comando Provinciale dei Vigili del Fuoco di Roma ha deposto due corone floreali in memoria delle vittime in prossimità della targa commemorativa e una corona d'alloro presso il monumento commemorativo simbolo dei vigili caduti in quella tragica mattinata.

Il presidente Caudo: “Cose simili non devono mai più accadere”

“Una tragedia immane preceduta da varie segnalazioni. Un cordoglio unanime e una ferita aperta per tutto il quartiere che non può rimarginarsi. L’unica cosa che possiamo fare - ha commentato il minsindaco del Municipio III, Giovanni Caudo - è lavorare perché cose simili non accadano più, ripartendo dal decoro e dalla cura di luoghi e persone”. 
 

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