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Mercoledì, 18 Maggio 2022
Memoria / Tufello / Via di Valle Melaina

A Valmelaina il “Civico giusto” è in parrocchia: qui i sacerdoti salvarono vite durante l’occupazione nazifascista

La storia di on Adolfo Petriconi e don Parisio Curzi che nascosero in chiesa i perseguitati

A Valmelaina un nuovo “Civico giusto”, il progetto di Romabpa - Mamma Roma e i suoi figli migliori che onora chi, durante l’occupazione nazifascista, non si voltò dall’altra parte. Per il suo valore il progetto vede la collaborazione della rappresentanza in Italia della commissione europea

Valmelaina, il civico giusto per don Petriconi e don Curzi

La targa del Civico giusto è stata apposta alla parrocchia del Redentore. La storia è raccontata in un minidoc visibile attraverso il qr code inciso sul “Civico Giusto”, una mattonella in bronzo, opera artistica di Dante Mortet. I protagonisti sono don Adolfo Petriconi e don Parisio Curzi, parroco e vice parroco della chiesa del SS. Redentore a Val Melaina negli anni ’40 e del loro coraggio nell' esporsi personalmente per nascondere perseguitati politici nei locali della parrocchia. Tra questi il giovane Emilio Colombo che diventerà negli anni un importante esponente del panorama politico italiano ed europeo. I due sacerdoti conobbero il duro carcere di Regina Coeli e sfuggirono alla condanna a morte solo grazie all’intervento del Vaticano.

Il Civico giusto conserva la memoria di chi non si voltò dall'altra parte

“Continua il nostro paziente lavoro che mira a rimettere la storia al suo posto. Un percorso che presto riguarderà altri progetti utili a far conoscere meglio la nostra città, le sue storie e il coraggio dei suoi figli migliori. Un percorso corale e appassionato che vede protagonisti scuole, storici e personaggi della cultura legati a Roma” - è quanto ha affermato Paolo Masini, ideatore e coordinatore del progetto e presidente dell’associazione Roma Bpa  - Mamma Roma e i suoi figli migliori.

“Si tratta di storie entusiasmanti, singoli atti di straordinario impegno, passione, coraggio, antifascismo che, moltiplicati, hanno permesso al nostro Paese di riguadagnare pace e libertà oltre che a salvare vite umane da violenza e barbarie. Storie che senza l'impegno di Romabpa rischiavano di essere dimenticate e cadere nell’oblio" - ha aggiunto il presidente del Municipio III, Paolo Marchionne. 

Il parroco del SS. Redentore, don Roberto Zaupa, che ha accolto con entusiasmo sin dall’inizio il progetto, ha voluto personalmente affiggere il civico. Visibilmente commosso, ha ricordato come anche il parroco che lo battezzò nel suo paese d’origine nascose molti perseguitati.

Massimo Pronio, responsabile Comunicazione della Rappresentanza in Italia della Commissione europea che collabora al progetto: “Siamo lieti di essere partner istituzionale de “Il Civico Giusto”, un progetto che mantiene viva la memoria di chi ha deciso di rischiare la propria vita per salvare tanti ebrei e perseguitati. In questo particolare civico spicca la figura di Emilio Colombo, Presidente del parlamento europeo dal 1977 e 1979. Anche lui figlio e protagonista di un'Europa nata dalla lotta al nazifascismo”. All’evento era presente Silvia Costa, ex europarlamentare e Commissario straordinario di Governo per il recupero dell’ex carcere dell’isola di Santo Stefano, che ha sottolineato che si tratta di “Un grande progetto che guarda all’Europa e che dovrebbe essere esportato in tutte le capitali. Il valore della scelta etica, che è il cuore del progetto stesso, ha un valore pedagogico altissimo, e per questo il contributo delle scuole lo rende ancora più prezioso”.

Infine la toccante testimonianza di Celeste Manno, nipote di Emilio Colombo, che, nell’inaugurare la targa insieme a don Roberto, lo ha ringraziato simbolicamente in nome dello zio per il parroco di allora che gli salvò la vita.

La storia ricostruita dagli studenti e narrata da attori e cantanti

Come previsto dal format del progetto, la storia è stata ricostruita dai ragazzi della scuola del quartiere attraverso interviste, raccolta di documenti, ricerca di foto d’epoca. Hanno partecipato a questo “civico” gli studenti dell'Istituto Bramante e le docenti tutor professoresse Antonella Rossi e Anna Maffi, in collaborazione con la professoressa e ricercatrice Rosanna Alessandroni. Ha coordinato la ricerca storica Maria Grazia Lancellotti, referente della rete di scuole  “Memorie. Una città, mille storie”, il lavoro è stato poi certificato dal prof. Michele Di Sivo, storico e  Soprintendente della Soprintendenza archivistica e bibliografica della Toscana. La realizzazione del video, che si avvale delle immagini dell'Istituto Luce partner del progetto, è stata affidata a studenti ed ex studenti dell’indirizzo di studi cine tv coordinati da Paolo Bianchini e da Alveare Cinema, regia di Caterina Peta, filmmaker Mirko Bertarelli. Come colonna sonora il brano “Non tutti gli uomini” di Luca Barbarossa  gentilmente messa a disposizione dal cantautore romano. Per Paolo Romano, che ha abitato a lungo a Montesacro, voce narrante insieme a Roberto Ciufoli di questa storia affascinante si tratta di: "Un progetto che consente di inciampare nel bene, attraverso le storie dei nostri quartieri. Per noi artisti un dovere civile contribuire a questo percorso".

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