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Tufello, da spazio abbandonato a bene comune: su Puzzle lo spettro della delibera 140

A quasi sei anni dall'occupazione sull'esperienza di via Monte Meta pesa la spada di Damocle dello sgombero: venerdì in Municipio proiezione del documentario "Puzzle città immaginate" e l'incontro con istituzioni e realtà del territorio

A quasi sei anni dall'occupazione dello stabile abbandonato di via Monte Meta, quello degli ex uffici del Sociale del vecchio IV Municipio, Puzzle rischia lo sgombero: a pesare sullo spazio sociale del Tufello la delibera 140 del 2015, quella sul "riordino del patrimonio capitolino" che per tante simili realtà della Capitale ha significato e significa ancora sgombero e fine di tutte le attività. 

Per il Tufello si tradurrebbe in un addio ai corsi di sostegno per gli studenti, nella fine della scuola di fumetto e illustrazioni, del tetto per studenti e migranti e pure delle lezioni di italiano, del laboratorio di lavoro comune e di quello sportello di tutela legale bussola fondamentale per i tanti che devono scontrarsi con pratiche e burocrazia. Un destino al quale Puzzle vuole sottrarsi ribadendo la bontà di quel polo occupato che negli anni si è posto come baluardo di incontro e sostegno. 

E dell'esperienza della realtà del Tufello si parlerà anche a Piazza Sempione dove venerdì 16 dicembre alle ore 17.30 sarà proiettato "Puzzle città immaginate", un documentario realizzato dal giovane film-maker romano Matteo Alemanno che racconta la vita e le battaglie del laboratorio occupato. 

"Nato nel 2011 negli spazi abbandonati di un palazzo di proprietà comunale, dall'iniziativa di studenti universitari e di alcune realtà sociali e del territorio, in questi anni di crisi economica e tagli alla spesa sociale ha rappresentato un inedito esperimento di pratiche di solidarietà, di welfare e di nuovi diritti di cittadinanza" - hanno spiegato da via Monte Meta sottolineando come al momento Puzzle ospiti un cohousing, la scuola popolare Carla Verbano, un co-working animato da giovani giornalisti, ricercatori e lavoratori autonomi oltre all'accademia popolare di fumetti e illustrazioni con pure l'imminente arrivo di uno sportello promosso da operatori sociali, legali e mediatori culturali con l’obiettivo di favorire l’accesso ai servizi fondamentali e all’esercizio dei propri diritti per tutti, italiani e migranti, in connessione con le Camere del Lavoro Autonomo e Precario.

Insomma delle ancore di salvezza per chi deve destreggiarsi tra politiche abitative per giovani e studenti inesistenti, tra "le macerie dell'istruzione pubblica" e tra i rami complicati della burocrazia per l'accesso ai diritti di cittadinanza.

"Per centinaia di giovani e meno giovani, Puzzle ha rappresentato un aiuto concreto dentro la crisi, grazie all'impegno volontario di decine di attivisti di ogni età, in connessione con associazioni e scuole del territorio, con esperienze sociali e di mutualismo. Un patrimonio e un esperimento di democrazia diretta e partecipazione, che invece di essere valorizzato, - spiegano da via Monte Meta - ora rischia di essere cancellato da uno sgombero grazie alla delibera 140 che, al pari di Puzzle, mette in pericolo l'esistenza di decine di spazi di aggregazione, solidarietà e cultura, in nome di una logica di pura valorizzazione economica del patrimonio immobiliare pubblico". 

E dunque Puzzle, forte di sei anni di attività, presenterà la propria realtà fatta di molteplici sfaccettature a tutto il territorio: l'occasione è data appunto dalla proiezione del documentario "Puzzle città immaginate". Un appuntamento al quale sono invitati a partecipare e a intervenire i cittadini, la Giunta e i consiglieri del III Municipio, le realtà sociali, politiche e associative del territorio e della città. 

"Puzzle da un palazzo vuoto - ribadiscono da via Monte Meta - in questi anni è diventato un bene comune, pieno di vita e storie, che non possono essere cancellate da un giorno all'altro".

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