Venerdì, 22 Ottobre 2021
Tufello Tufello / Via Monte Meta

I servizi dello spazio occupato diventano bene comune. Il centrodestra: “Regalo ai centri sociali”

Il parlamentino di Montesacro approva la delibera che riconosce il valore sociale delle attività di welfare dal basso di Laboratorio Puzzle, nate in uno stabile occupato al Tufello: “Costruiscono legami di comunità”

Il Municipio III ha approvato la delibera che, in applicazione della legge regionale, riconosce Laboratorio Puzzle come “bene comune”. Un progetto sociale nato in uno stabile occupato nel cuore del Tufello. Da quasi dieci anni, nonostante lo spettro dello sgombero per gli effetti della delibera 140, Puzzle ha ridato vita e riempito di servizi lo stabile abbandonato di via Monte Meta, quello dove un tempo sorgevano gli ex uffici del Sociale del vecchio IV Municipio. Da edificio vuoto e decadente a un inedito esperimento di pratiche di solidarietà, di welfare dal basso e di nuovi diritti di cittadinanza. Dentro i servizi di supporto all’inserimento scolastico, percorsi di sensibilizzazione sul tema dell'integrazione, la scuola di italiano per stranieri, l'orientamento al lavoro, la scuola di fumetti, il dopo scuola, il segretariato sociale e un emporio sociale di abiti. 

Tufello, da spazio occupato a “bene comune"

“Questo progetto sociale ha costituito negli anni, per centinaia di persone, una forma importante di mutualismo e welfare dal basso, un aiuto ed una risposta concreta a bisogni emergenti, espressione di vecchie e nuove vulnerabilità sociali. Di fatto costituisce, nel territorio, un esempio di rigenerazione di un bene comune, una concreta esperienza di partecipazione e uno strumento per la costruzione di legami di comunità. Come Amministrazione - hanno spiegato il presidente del Municipio III, Giovanni Caudo, e gli assessori Claudia Pratelli e Stefano Sampaolo - abbiamo deciso di considerare di interesse pubblico il progetto e le attività di ‘Puzzle’, riconoscendole come ‘bene comune’ per il loro valore sociale”.

Da qui il percorso che ha portato al patto di collaborazione con l’associazione Meta21 A.P.S. per l’amministrazione condivisa della porzione dell’immobile di via Monte Meta, 21 in carico al Municipio Roma III. “Solo l’inizio di una fase di sperimentazione: stiamo, infatti, lavorando assieme ai residenti alla coprogettazione di un patto di collaborazione per la gestione condivisa dell’area verde attorno al Casale di via Camerini". "A Roma è necessario un cambio di passo sul patrimonio pubblico dismesso, prevedendone la restituzione ad uso sociale ai cittadini e alle cittadine e rendendolo così un valore, non un peso.  Siamo felici di aver approvato un atto che oltre a valorizzare una grande esperienza di mutualismo e welfare dal basso, prova a cambiare l'approccio tra amministrazione e cittadino. Una scelta di buona amministrazione chiaramente in controtendenza rispetto alle politiche scellerate sugli spazi pubblici del M5S capitolino" - hanno scritto in una nota congiunta Sara Alonzi, consigliera del Partito Democratico e Matteo Zocchi, capogruppo della Lista civica Caudo Presidente. 

Il welfare dal basso diventa “bene comune”

“Una vittoria degli spazi sociali del territorio e della comunità, la vittoria di uno spazio che da dieci anni pratica mutualismo, solidarietà e autogoverno, che ha lottato per vedere riconosciuto il proprio ruolo sul territorio, che ha costruito una nuova legittimità delle pratiche sociali che nascono dal basso. Mentre con caparbietà il Movimento 5 Stelle porta in consiglio un regolamento sul patrimonio pubblico che mette a rischio decine di esperienze sociali e associative, dal III Municipio arriva un segnale in controtendenza grazie alla disponibilità di una giunta aperta alle istanze provenienti dal basso e disponibile a sperimentare nuove forme di rapporto tra pubblico e sociale” - commentano gli attivisti di Puzzle, il laboratorio diventato bene comune. 

Laboratorio Puzzle, centrodestra contro assegnazione: “E’ regalo a centri sociali”

“Noi consideriamo bene comune il servizio e le attività dentro quell'immobile e non le mura dello stesso immobile" - aveva sottolineato il minisindaco Caudo a margine dell’approvazione della delibera di Giunta. Ma la narrazione non convince l’opposizione di centrodestra che definisce l’atto approvato “un regalo della Giunta Caudo ai centri sociali”. 

“Con solo due voti di differenza passa il “regalo” ai centri sociali. Dopo essere stati occupati per dodici anni i locali di via Monte Meta, 1200mq, vengono di fatto regolarizzati e affidati direttamente come Bene Comune. Come se non bastasse il Municipio dovrà anche trovare i fondi per la sistemazione  e  la messa a norma dei locali. Ecco come funziona: anni di occupazione, sfruttando spazi e utenze pubbliche e poi senza  bando arriva un‘assegnazione  gratuita per 6 anni” - tuonano Fulvio Giuliano, dirigente nazionale FdI, e la presidente della Commissione Trasparenza e capogruppo di Fratelli d’Italia in III Municipio, Giordana Petrella. “Non si può affidare un bene pubblico con queste modalità. Si tratta di una vergognosa ingiustizia nei confronti di tutti quei soggetti che da anni fanno del bene sul nostro territorio, che da soli, con mille difficoltà, pagano affitti e utenze e che aspettano invano l’assegnazione regolare di spazi pubblici". 

Commenta anche Casapound con un tweet del consigliere municipale in X, Luca Marsella: “A Roma, dove Pd e M5S chiedono lo sgombero di CasaPound ogni due ore, viene assegnato senza bando e regalato ai centri sociali un immobile di 1.200 mq in via Monte Meta in III Municipio, occupato abusivamente da 12 anni. Capite perché non possiamo cedere a questi truffatori?”
 

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