Talenti Talenti / Via Savinio Alberto

Istituto comprensivo via Savinio, protestano i docenti: niente attività extracurriculari

Dal 21 novembre mobilitazione degli insegnanti dell'Istituto di Talenti contro i tagli alla scuola pubblica, protesta condivisa anche dai genitori che lanciano l'allarme: "Così si rischia il default della scuola e del Paese"

Protestano dallo scorso 21 novembre gli insegnanti dell’istituto comprensivo di via Savinio a Talenti, motivo del malumore dei docenti i tagli imposti alla Scuola Pubblica che li hanno indotti a sospendere tutte le attività extracurriculari non espressamente previste dal contratto di lavoro come obbligatorie.


Dunque per gli alunni della materna ed elementare Caterina Usai e della media Cecco Angiolieri, niente più progetti tesi all’arricchimento dell’offerta formativa; niente più uscite didattiche e viaggi di istruzione; niente più recite, rappresentazioni teatrali e saggi e niente più progetti  didattici di approfondimento  e attività ricreative di alcun genere.  


I genitori hanno incontrato le insegnanti e condiviso con loro le ragioni della protesta: “Riteniamo che sia necessario dare voce alle motivazioni dei docenti, per costruire insieme una scuola migliore, o almeno per evitare che la scuola pubblica affondi definitivamente” – scrive il Comitato di genitori ed insegnanti dell’Istituto chiedendo a quale futuro va incontro un Paese che taglia sul valore più grande, i giovani.


“Tra poco più di un mese si vota – dicono genitori e docenti - avremo un nuovo Parlamento ed un nuovo Governo, ma le cosiddette ‘riforme’ saranno sempre quelle vecchie?
La Costituzione italiana
– ricordano - prevede una scuola pubblica libera, aperta a tutti e gratuita, ma in realtà assistiamo all’umiliazione continua subita dalle nostre insegnanti, alla disastrosa condizione delle nostre scuole, alla difficoltà di insegnare ed imparare in aule che, più che altro, sembrano essere un pollaio.


Ogni giorno – prosegue la missiva - siamo testimoni di una scuola pubblica abbandonata dallo Stato;  gli insegnanti sono , giustamente,  stanchi e non possono più aspettare i miglioramenti promessi dalle riforme firmate Moratti, Fioroni,  Gelmini, Profumo e mai realizzati.
Ci auguriamo
– concludono genitori ed insegnanti - che nel 2013 finalmente la scuola pubblica, con gli insegnanti ed i ragazzi  che ogni giorno la creano e la vivono, venga riconosciuta come un patrimonio su cui investire e non come un peso per lo Stato!”
 

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