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La lobby del cemento che piega il IV Municipio per milioni e milioni di euro

Un territorio al collasso e quartieri che difettano di infrastrutture in grado di accogliere molti altri residenti: il IV Municipio in balìa di progetti di nuova edilizia residenziale da milioni di euro

Chiamiamolo housing sociale, edilizia agevolata o valorizzazione immobiliare. Si tratta, più semplicemente, di nuovo cemento. Nuovo cemento è il prezzo che il Comune deve pagare per vedere realizzato qualche chilometro di metropolitana, un parco attrezzato e qualche strada in più. Questo accade perché le casse sono vuote e sempre più difficile diventa di questi tempi realizzare opere pubbliche senza ricorrere ai finanziamenti dei privati. Ecco spiegato dunque il proliferare di permessi a costruire, autorizzazioni, e gare d’appalto più o meno pubblicizzate.

Una situazione di fatto che rischia di assumere fin troppo spesso connotati perversi, con progetti che rispondono più alle esigenze del privato costruttore che del territorio, con evidenti conseguenze: centinaia di appartamenti tirati su in pochi mesi, mentre per le infrastrutture si aspettano anni.

Ne sa qualcosa il IV Municipio, le cui immense aree verdi da una decina d’anni fanno gola a molti. I progetti per nuove costruzioni spuntano come funghi e per adesso non sembrano aver risparmiato quasi nessun quartiere. Basti pensare ad una Talenti ormai al collasso, vittima di indecenti ritardi nella consegna delle nuove strade, molte delle quali tuttora chiuse al traffico.

PROGRAMMA  CASAL BOCCONE - E mentre la massiccia colata piovuta sul quartiere Talenti continua, si aspetta ancora di conoscere gli sviluppi sull’accordo di programma “Casal Boccone”. A preoccupare comitati e residenti talentini, infatti, sono i nuovi 220 mila metri cubi, e il relativo cambio di destinazione d’uso da direzionale a residenziale, che ricadranno nell’area di proprietà del Gruppo Monte dei Paschi di Siena, per conto del quale la società Urb.a.m. ha già presentato il progetto all’amministrazione. Una battaglia ancora tutta da giocare, nell’attesa che il progetto venga discusso prima nella commissione Urbanistica del Comune e poi in aula Giulio Cesare.

SERPENTARA - Lasciato poi il quartiere Talenti per arrivare a Serpentara, ci ritroviamo nell'annosa e spinosa questione di un altro cambio di destinazione d'uso, questa volta da commerciale a residenziale, previsto a Piazza Minucciano. Un articolo 11 da 55 mila metri cubi che crea discordia tra le file del Pd e del Pdl, lasciando intendere che qualcuno, sia in maggioranza che in opposizione, caldeggia fortemente il progetto in Campidoglio.

METRO B1 - Quelli di Casal Boccone e Piazza Minucciano, però, non sono i soli due interventi urbanistici temuti sul territorio. E' di pochi giorni fa infatti la notizia che il Comune, con ordinanza del Sindaco del 31 Gennaio 2012, avrebbe approvato il progetto di prolungamento della metro B1 da Jonio a Bufalotta. Una buona notizia, se non fosse che il prospetto del piano finanziario di spesa del nuovo progetto prevede che l'opera sia finanziata quasi interamente da privati per oltre 580 milioni di euro. Ci si domanda dunque quale sarà la percentuale di metri cubi di valorizzazioni immobiliari che andrà a gravare sul territorio, sebbene corra voce che le nuove case non ricadranno tutte in IV Municipio.

VIGNE NUOVE - Ancora da definire è anche la localizzazione dei 70 appartamenti in housing sociale previsti dalla famosa legge 167: i cittadini di Cesco Baseggio sono riusciti ad ottenere, ad Ottobre 2012, di lasciare a verde le storiche vasche del quartiere Vigne Nuove. Occore però decidere in quale altra area del quadrante Porta di Roma-Casale Nei andrà a ricadere l'intervento urbanistico.

TENUTA CESARINA - Per non farci mancare nulla, non dimentichiamoci nemmeno il progetto da 55mila metri cubi da sviluppare nella Tenuta della Cesarina presentato dal gruppo Ligresti, sul quale l'ente RomaNatura nel lontano 2009 aveva già espresso parere favorevole: ad oggi più nulla si sa del progetto.

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Insomma in quarta a quanto pare si fa prima ad aprire nuove aree di cantiere che a consegnare quelle vecchie. E intanto i cittadini devono convivere con i disagi causati dalla strana logica in base alla quale si costruiscono prima gli edifici e poi le infrastrutture.

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