MontesacroToday

Stazione Nomentana: baracche, rifiuti e roghi ai lati della ferrovia

Un insediamento abusivo sotto il Ponte delle Valli, nomadi intenti a bruciare fili di rame mentre intorno i rifiuti si accumulano dando vita ad una vera e propria discarica

Vecchi materassi coperti da teli sporchi e logori, tende da campeggio, mobili dimessi e poi ancora qualche vestito, alcuni mobili semidistrutti e gli immancabili rifiuti. Cataste di elettrodomestici, uno scaldabagno, un passeggino, grate, stampanti e monitor: il tutto accatastato sotto al Ponte delle Valli, ai lati della ferrovia e poco distante dal parcheggio della Stazione Nomentana.


Un ennesimo insediamento abusivo nel territorio del Roma Montesacro, uno di quelli – a giudicare dai fili di gomma vicino ad un braciere di fortuna e dal rogo ripreso dal consigliere del NCD, Manuel Bartolomeo, in sopralluogo insieme al collega Cristiano Bonelli – dal quale si innalzano i fumi fetidi spesso denunciati dai residenti e dei quali prossimamente si occuperà anche la Commissione Europea.


Venerdì Bartolomeo, vice presidente della Commissione Ambiente, chiederà la rimozione e la bonifica dell’area: intanto però sui social network - dove sono finite foto e video dell’ispezione dei due consiglieri di centrodestra - si infiamma la polemica fra i cittadini che non risparmiano critiche al modello di integrazione “con associazioni e parrocchie” promosso dalla Giunta Marchionne.


“Utopia non traducibile nella realtà disastrata del nostro paese” – esclama Daniela, mentre altri invocano l’intervento delle forze dell’ordine per ristabilire decoro e legalità.


Si rinnovano dunque nel Roma Montesacro i temi legati agli insediamenti abusivi, ai roghi e ai fumi fetidi: il centrodestra torna a ribadire l’esigenza degli sgomberi e a ricordare la petizione popolare lanciata in merito; dall’altra parte il centrosinistra sembra non voler modificare in alcun modo il proprio atteggiamento di avversione a tale pratica definita più volte “tanto inutile quanto dispendiosa”.

A dar ragione all’uno o all’altro sarà forse il tempo anche se, per i cittadini del Terzo, quello della pazienza e della tolleranza sembra essere finito già da un pezzo.

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