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Sicurezza stradale, Bonelli: “Meno burocrazia per governare realmente il territorio”

Il minisindaco: "Il IV è una città nella città, la macchina burocratica non tiene conto della differente vocazione del territorio"

Il Presidente del IV Municipio, Cristiano Bonelli, è intervenuto sulle pagine di Affaritaliani.it per esprimere il proprio punto di vista sul tema sempre attuale della sicurezza stradale.

Il minisindaco si è detto concorde con quanto dichiarato proprio recentemente dal Presidente della Consulta per la Sicurezza Stradale della Provincia di Roma, Marcello Aranci: “La sicurezza stradale nel nostro Paese – ha detto Bonelli - è stata per lungo tempo sottovalutata e non affrontata con la necessaria e doverosa determinazione, spesso affidata solo alla buona volontà di associazioni, imprese ed enti locali. Il risultato oggi – ha aggiunto - sono quei 30 miliardi di costi sociali e un immenso fiume di dolore che con puntuale cattiveria ogni mese spezza le nostre comunità”.

I dati che emergono dalle statistiche sono allarmanti, in media si verifica un incidente mortale al mese in ogni municipio: “Ovviamente – dice Bonelli - senza distinzione di colore politico, gli sforzi che facciamo come amministratori sono tantissimi, ma le risorse da investire sono sempre meno”.

Non basta secondo il numero uno di Piazza Sempione l’abnegazione degli amministratori locali: “La buona volontà è tanta ma spesso insufficiente, un amministratore, come  nel mio caso, di un territorio grande come una tra le 15 città più grandi d’Italia non ha strumenti, neppure normativi per rispondere ad esigenze e peculiarità che sono più uniche che rare. Abbiamo investito in tecnologia, in infrastrutture per cercare di migliorare e di rendere più sicure le nostre strade ma – prosegue il minisindaco - ci siamo scontrati con un macchina burocratica che non tiene minimamente conto della differente vocazione del territorio”.

Ed infatti Bonelli definisce il IV municipio è “una città nella città” evidenziando l’esistenza e la convivenza di zone residenziali, commerciali e di grande viabilità per le quali spiega “dovrebbe poter esistere la possibilità di fornire risposte diverse ai diversi utenti in funzione delle proprie esigenze, risposte che non devono essere frutto d’improvvisazione ma – sottolinea il minisindaco - che devono nascere da competenze e da regole che uno strumento di governance nazionale può individuare con maggiore rapidità ritagliare sulle esigenze delle diverse aree metropolitane rispetto ad un Ministero che specie in questo momento accorpa materie che sono in effetti sconfinate”.

Secondo il Presidente della Quarta sarebbe strategico un organo di Governance a cui gli enti di prossimità potrebbero rivolgersi per avere suggerimenti, compiere sperimentazioni ed ottenere deroghe “che – spiega - diventerebbero fondamentali per governare realmente il nostro territorio, in un quadro federalista che voglia veramente rappresentare un’opportunità per il Paese”.

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