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Mercoledì, 1 Febbraio 2023
Montesacro Serpentara / Via Gian Maria Volontè

Rimandato lo sfratto della palazzina occupata. E il proprietario vuole venderla al Comune

L'ufficiale giudiziario tornerà il 28 marzo a via Volontè, Casale Nei. L'assessore municipale: "Il privato crea allarme ingiustificato, non ha mai avuto la concessione della forza pubblica"

Rimandato al 28 marzo. Lo sfratto delle 30 famiglie che vivono nell'occupazione a scopo abitativo di via Gian Maria Volontè, angolo con via Corrado Mantoni a Casale Nei, non è stato effettuato nemmeno martedì 17 gennaio. 

Il picchetto anti-sfratto a via Volontè 

Già dalle 6 del mattino, infatti, un gruppo di oltre 60 persone ha animato un picchetto anti-sfratto di fronte al portone della palazzina, costruita nel 2005 con soldi pubblici (Regione Lazio, al 90%) e finita all'asta nell'aprile del 2019. La Regione non prese parte alle prime due sedute, così alla terza la spuntò un privato - attuale proprietario - che con appena 450.000 euro si prese tutto lo stabile. 

L'assessore municipale: "Apriamo un tavolo serio"

"Quello che non è andato in porto nemmeno oggi (martedì 17 gennaio, ndr) non è uno sgombero, ma uno sfratto - precisa l'assessore alle politiche abitative del III municipio, Luca Blasi - e non è nemmeno contro le famiglie occupanti, ma contro la cooperativa che ha costruito la palazzina ed è fallita. Noi come municipio chiediamo che si apra un tavolo serio, evitando la circolazione di notizie false sulla concessione della forza pubblica per eseguire lo sfratto". 

Il mistero della concessione della forza pubblica: "Non è vero, allarme ingiustificato"

Il 20 dicembre, infatti, lo studio legale che cura gli interessi del proprietario ha inviato una Pec al sindaco Gualtieri, all'assessore alle politiche abitative Tobia Zevi, al presidente del III Paolo Emilio Marchionne e all'assessore Luca Blasi facendo riferimento ad una concessione della forza pubblica per l'esecuzione dello sfratto: "Non c'è mai stata - fa sapere Blasi - anche perché in questi casi la proprietà dei palazzi viene avvertita il giorno stesso". Non più di un mese prima, come da lettera degli avvocati. "Non dobbiamo esasperare le cose più di quanto non lo siano - raccomanda Blasi - . Anche perché oggi una persona si è sentita male per l’agitazione dovuta alla situazione. Come assessore ritengo la mail della proprietà quantomeno inopportuna - conclude l'assessore - . Mandare una pec parlando di forza pubblica ha generato un allarme ingiustificato, che non aiuta una serena risoluzione della problematica".

Il proprietario vuole vendere la palazzina al Comune

Ma nella Pec c'era dell'altro, oltre all'annuncio di una concessione della forza pubblica che non risulta neanche al Campidoglio: il proprietario, che tre anni e mezzo fa si è aggiudicato oltre venti appartamenti al prezzo - più o meno - di due, vorrebbe vendere tutto. E ha scelto il Comune come interlocutore privilegiato, considerato il piano di acquisizione iniziato con lo stock di 120 alloggi di proprietà Inps e che ogni anno a partire dal 2022 è finanziato con 220 milioni di euro. C'è un particolare, però, che rischia di rendere impossibile una trattativa con il Campidoglio: la proprietà vorrebbe vendere "al prezzo di mercato". 

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