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Striscione "porti aperti" a Montesacro, il M5s vira a destra: "Via subito, è abusivo"

Con una lettera al Direttore del Municipio III il gruppo grillino ha chiesto la rimozione dello slogan: "E' affissione abusiva"

"Porti aperti. Diamo asilo" - è questo il breve testo dello striscione che dal 14 luglio campeggia sulla facciata principale di Palazzo Pubblico, la sede istituzionale del Municipio III. Un'iniziativa della Giunta "di sinistra" guidata dal minisindaco Giovanni Caudo che, proprio in fase di presentazione della sua squadra di governo, aveva annunciato la mossa. 

Lo striscione "Porti Aperti" a Piazza Sempione

"Una frase dal carattere umanitario che sottolinea la centralità della vita umana prima di ogni altra considerazione politica o di parte. Nello striscione ovviamente non ci sono simboli di partito e anche i colori sono neutri. Nessuno ci può togliere il diritto di gridare, tanto più da una istituzione così vicina alle persone, alla loro vita, una cosa così naturale: siamo umani" - ha spiegato il neopresidente del Municipio III.

A Piazza Sempione lo striscione "porti aperti", insorge il centrodestra

Il M5s: "Striscione porti aperti è affissione abusiva"

 Insorto il centrodestra, all'attacco il M5s che con una lettera indirizzata al Direttore del Municipio III, Walter Politano, ha chiesto la rimozione dello striscione. "Una evidente iniziativa di parte, totalmente estranea alla politica municipale, che, fra l'altro, concretizza l'illecito di cui all'art.663 del codice penale, in quanto nessuna autorizzazione è stata richiesta o sottoposta al Consiglio Municipale" - scrivono i grillini nella missiva bollando dunque lo striscione esposto come "affissione abusiva". 

I grillini di Montesacro a Caudo: "Pensi a territorio"

Una mera strumentalizzazione secondo i pentastellati di Montesacro guidati dalla ex minisindaca Roberta Capoccioni.

"Il gruppo consigliare e gli attivisti tutti sono persuasi che la vita delle persone vada sempre preservata. Siamo assolutamente contrari alla strumentalizzazione politica di un argomento così grave verso il quale il Municipio non ha assolutamente nessuna possibilità di intervenire in maniera fattiva. Chiediamo dunque che la maggioranza si impegni, se ne è capace, a lavorare per il territorio ed utilizzi - hanno scritto in una nota - la sede istituzionale esclusivamente per le attività per le quali è pensata". 

M5s dalla memoria corta

Un duro attacco dunque al nuovo governo del territorio con i grillini ad avere memoria corta sull'uso degli spazi istituzionali per veicolare messaggi politici, anche non strettamente legati al territorio. Era infatti il settembre 2016, appena dopo due mesi dall'insediamento, quando il M5s invitò il Presidente onorario aggiunto alla Suprema Corte di Cassazione, Ferdinando Imposimato, all'iniziativa "Referendum Costituzionale: le ragioni del No".

Un incontro senza contraddittorio, ad una manciata di settimane dalla chiamata alle urne, proprio nell'Aula Consiglio di Piazza Sempione: un appuntamento politico, apertamente schierato in favore di una delle due scelte, in una sede istituzionale. Non di partito.

Scranni dai quali, sempre la minisindaca Capoccioni, nell'ultimo consiglio del suo governo sventolò il manifesto di Roberta Lombardi che, da li a poco, sarebbe andata in sfida alle regionali per la massima carica della Pisana.

Saltato invece l'ultimo incontro "spot" targato Cinque Stelle in piena campagna elettorale, proprio a pochi giorni dalle elezioni amministrative.

Chiamata a spiegare ai cittadini del Municipio III la convenienza del people mover tra Jonio e Bufalotta, evitando il prolungamento della metro B1, l'assessora Meleo che, duramente criticata sui social, annullò "per sopraggiunti impegni istituzionali" l'incontro nell'Aula del parlamentino del Montesacro con (pochi) attivisti e curiosi ad incontrarsi fuori da Palazzo Pubblico.

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