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Poveri, soli e senza una casa: è allarme nel III municipio

Al via un progetto per la coabitazione per contrastare la povertà

Nuove forme di coabitazione per far fronte alla povertà, con uno sguardo particolare alle persone sole e in condizione di disagio. La giunta del III Municipio ha approvato una delibera con la quale farà partire il progetto sperimentale “Percorsi di Autonomia e Coabitazione”. Un’iniziativa tesa ad aiutare chi non può permettersi una casa o non riesce a mantenerla.

Nella delibera si spiegano, con cura, tutte le fasi del progetto. A colpire, però, sono i dati dai quali prende spunto il piano per la coabitazione. Numeri che fotografano una situazione di grave disagio sociale che, purtroppo, è in costante aumento.

In crescita le famiglie che ricevono un aiuto

La pandemia ha aggravato, e di molto, la situazione economica di tante persone. Nel territorio del III municipio, nel 2021, sono stati 368 i nuclei in condizione di fragilità economica che hanno percepito almeno un contributo economico. Negli anni precedenti, invece, si era osservata una contrazione dei beneficiari dei sussidi. Il covid ha fatto il resto. Tra il 2020 e il 2021 ci sono stati ben 122 beneficiari in più.

Il dramma delle persone sole

Le persone maggiormente a rischio povertà sono quelle che vivono da sole. Secondo l’ufficio di statistica di Roma Capitale, al 31 dicembre 202, nel III municipio le famiglie con un solo componente costituiscono il 43,8% delle famiglie totali. “Tra queste famiglie unipersonali – si legge nella delibera – ci sono individui adulti soli, con alle spalle storie familiari difficile e complesse, separazioni, percorsi di vita caratterizzati dalla marginalità e dall’esclusione sociale”. Ci sono quegli immigrati “che non sono riusciti ad integrarsi pienamente nell’ambiente sociale e lavorativo italiano”. Sono soprattutto questi ultimi a rischiare di trovarsi senza una dimora.

Crescono i senza fissa dimora

Negli ultimi anni è in costante crescita il numero di cittadini che richiedono l’iscrizione anagrafica alla residenza virtuale presso il III Municipio, via Modesta Valenti 3, per poter accedere ai servizi sanitari e sociali. Si tratta di persone senza una dimora, condizione questa necessaria per poter avere, tra le altre cose, un qualsiasi documento. Tra il 2019 e il 2021 si sono registrate 155 persone, altri 190 tra il 2020 e il 2021. In tutto, sempre al 31 dicembre 2021, sono 1010 i cittadini con la residenza virtuale.

Coabitazione, a chi è rivolto il progetto

Per questo, già dal 2020, è statio avviato un tavolo di coprogettazione sulla coabitazione, tra servizi sociali municipali, Asl e associazioni di volontariato. Il progetto sperimentale “Percorsi di Autonomia e Coabitazione” mira a concretizzare quanto emerso e previsto dal tavolo. Sarà rivolto a persone tra i 18 ed i 65 anni, in carico al servizio sociale municipale, senza fissa dimora oppure con un domicilio precario. Non solo. Saranno coinvolte anche le persone che hanno un’abitazione ma non riescono, per vari motivi, a mantenere le adeguate condizioni igieniche e strutturali della stessa.

Per questo, grazie all’aiuto di operatori specializzati, si cercherà di far coabitare queste persone, fino ad un massimo di tre individui ad appartamento. Ci saranno degli incontri e studi per capire quali profili potrebbero andare d’accordo. C’è poi la possibilità, ad esempio per gli anziani proprietari di una casa, di mettere a disposizione delle stanze in cambio di aiuto nelle faccende domestiche o nella condivisione delle spese. L’obiettivo finale è quello di rendere queste persone il più autonome possibile. Un percorso lungo e difficile ma che, visti i numeri agghiaccianti, deve essere intrapreso il prima possibile.

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