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La crisi irreversibile del M5s in Municipio III: tra liti e addii ai grillini mancano i numeri

Maggioranza Capoccioni flagellata: ma la crisi arriva da lontano

M5s sull'orlo di una crisi in Municipio III. Dopo l'addio della consigliera e presidente della commissione scuola, Donatella Geretto, passata a Fratelli d'Italia, per la minisindaca Capoccioni, sin da inizio consiliatura minacciata da liti interne e "dissidenti", si fa dura mantenere i numeri per governare.

Municipio III: il M5s tra addii e dissidenti

Ai tre consiglieri grillini storicamente critici e non allineati, nelle ultime settimane, a quanto si vocifera a Piazza Sempione in seguito ad una lite proprio con la presidente, si è aggiunto anche un altro portavoce: Paolo Caviglioli. Il vicepresidente della commissione mobilità ha già palesato i suoi malumori votando con le opposizioni la contrarietà alla "delibera bavaglio", quella sul nuovo regolamento per l'accesso agli atti della Pubblica Amministrazione. 

Maggioranza Capoccioni in crisi: i numeri per governare non ci sono

Così in casa Cinque Stelle i conti sono ben presto fatti. Dei 15 consiglieri su cui poteva certamente contare la minisindaca ne sono rimasti 10, undici con lei.

Le opposizioni, con 10 consiglieri tra centrodestra, centrosinistra, Lista Marchini e Gruppo Misto, potrebbero appoggiarsi adesso anche sui quattro dissidenti. Vere e proprie mine vaganti, spine nel fianco di una maggioranza che vive una crisi aperta e palese. A metà settembre, nel giro di una settimana, lo schieramento della Capoccioni è andato sotto per ben due volte certificando l'instabilità.

Municipio III: una crisi a Cinque Stelle che viene da lontano

Una crisi che viene da lontano quella della maggioranza Capoccioni flagellata sin dall'insediamento dalle liti interne al gruppo Cinque Stelle di Piazza Sempione e del territorio. Prima la fronda grillina per chiedere le dimissioni di alcuni assessori: primi fra tutti l'ex candidato con la lista civica Rutelli, Domenico D'Orazio, al Verde in Municipio III; e l'assessora alla Sicurezza Giovanna Tadonio, moglie del presidente dell'Assemblea Capitolina Marcello De Vito. 

La mediazione fallita della Sindaca Raggi

Poi i "panni sporchi" lavati non in casa ma su Facebook con accuse incrociate tra l'agguerrita consigliera Burri e la minisindaca: una guerra tutta interna al M5s montesacrino nella quale anche la Sindaca Raggi ha tentato una mediazione. Un incontro tenuto segreto in Campidoglio finito con un nulla di fatto, se non con urla e strilli.

I tre dissidenti - Burri, Digiacinti e Scamarcia - non sono mai rientrati nè nelle chat di governo nè nel gruppo. Ad uscirne per passare a FdI la consigliera Geretto, ad allontanarsi il portavoce Caviglioli, a quanto pare poco favorevole a votare solo e soltanto "a comando". 

Municipio III, M5s sull'orlo di una crisi: Raggi media ma fallisce. Urla e querele

M5s in crisi in Municipio III: gongolano le opposizioni 

Un caos totale nel quale sguazzano le opposizioni che nei giorni scorsi, con il Consiglio saltato per l'assenza dei Cinque Stelle in piazza contro la legge elettorale, hanno occupato l'Aula di Piazza Sempione. "Capoccioni dimettiti, è ora" - il messaggio compatto di un insolito asse Pd-Fratelli d'Italia con pure Lista Marchini e Gruppo Misto. 

La minisindaca: "Se cado governo del Municipio sempre in mano al M5s"

Un invito al quale la minisindaca ha risposto su Facebook. "Le uniche parti politiche in crisi siete voi opposizioni. Vi spiego il perché: dopo anni, non avete ancora compreso che, come da regolamento, se il Presidente del Municipio viene sfiduciato decretando la caduta del governo municipale; questo passa direttamente nelle mani della Sindaca e della Giunta Capitolina guidata dal M5S quindi, gli unici ad andare a casa veramente saranno le opposizioni: sia interne che esterne" - ha scritto la presidente.

Peccato però che la caduta di un Municipio per mancanza di numeri, il secondo in appena un anno di governo Cinque Stelle a Roma, rappresenterebbe senza ombra di dubbio una dura sconfitta per tutto il Movimento e per i grillini saliti al governo del Montesacro con il 63% delle preferenze ed oltre 46mila voti. Ventimila in più dell'ex minisindaco Marchionne, uscito sonoramente sconfitto dal ballottaggio. 

Dunque se la Capoccioni dovesse cadere non lo farebbe di certo in piedi. Altro che Municipio nelle mani comunque del Movimento 5 Stelle e della Sindaca che, al massimo, potrebbe gioire per il controllo diretto del feudo lombardiano. Troppo poco di fronte all'eventuale batosta di un altro municipio perso. Un territorio nel quale comunque arriverebbe un commissario in attesa di nuove elezioni: consultazioni, questa volta, dall'esito incerto. 

La minisindaca Capoccioni: "Andiamo avanti per senso responsabilità"

Ma a Montesacro i grillini tentano di serrare le fila: "Il senso di responsabilità nei confronti dei cittadini che hanno votato anche voi (le opposizioni ndr.) ci dà la forza di andare avanti a testa alta con il nostro lavoro. Se poi l'opposizione - ha scritto Capoccioni - decidesse di autoeliminarsi ne prenderemmo atto andando avanti ancora più speditamente con la nostra Sindaca. E senza di voi". Un raro caso di sconfitta presa con il sorriso, un governo del municipio affrontato con spirito olimpico. 

Il Pd: "Capoccioni rassegni dimissioni"

"Apprendo da un post un po' puerile della presidente Capoccioni che effettivamente è in crisi con la propria maggioranza, ma che per lei non c'è problema nel ratificare le proprie dimissioni. Me ne rallegro, nella speranza che farà quanto sostiene di poter fare. E' inutile ricordarle infatti che non più tardi di un paio di anni fa il Pd romano ha dato ampia e spericolata dimostrazione di avere molti difetti tranne quello dell'attaccamento alla poltrona" - il commento del consigliere del Pd in III Municipio, Yuri Bugli.

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L'accusa di FdI: "Capoccioni è spiazzante"

"Bisogna ammettere che la Capoccioni è spiazzante, perché è difficile replicare a chi non conosce nemmeno l'ABC della politica. Così facendo rischia di rendere ancora più tragicomica la sua disgraziata parabola politica che è giunta oramai al termine" - la replica alla minisindaca dei consiglieri di Fratelli d'Italia. 

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