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Piazza Sempione approva le linee programmatiche del Presidente Marchionne

Dopo otto ore di Consiglio il documento passa con i 16 voti del centrosinistra, astensione per Lista Marchini e M5s. Il centrodestra esce dall'Aula

Seduta fiume a Piazza Sempione in occasione della discussione sugli emendamenti alle linee programmatiche del Presidente Paolo Marchionne.
In otto ore tra gli scranni del Municipio III decine gli emendamenti illustrati e votati, meno – per questioni di tempo, nonostante lo spazio dedicato alla discussione sia stato prolungato di due ore – quelli oggetto di dibattito.


Immancabili le polemiche tra maggioranza e opposizione: prima il prolungato confronto tra Roberto Borgheresi (PdL) e il Presidente del Consiglio, Riccardo Corbucci, sull’applicazione e interpretazione del Regolamento; poi l’invettiva  di Italo Della Bella (PD) contro il posizionamento del pubblico alle spalle dei membri di centrodestra e del Movimento 5 Stelle, con i cittadini accusati di arrecare disturbo alla discussione; infine l’intervento del solito agguerritissimo Borgheresi in merito alle riprese effettuate da cittadini e giornalisti quasi tutti, a dire il vero, autorizzati dalla Presidenza tramite uno specifico modulo, senza però dimenticare i numerosi interventi fuori campo dell’indisciplinato Fabio Dionisi (PD) che ha costretto il Presidente del Consiglio a fargli più di un richiamo verbale.


Insomma quasi tutto normale per l’Assemblea di Piazza Sempione che solo una settimana fa aveva esordito con quel Consiglio, poi rinviato per una violazione del Regolamento, che ha scatenato dentro e fuori dall’Aula di Montesacro una vera e propria bufera di polemiche, critiche, attacchi e accuse che difficilmente scemeranno in queste incandescenti settimane di assestamento e avvio dei lavori.


Una seduta - quella di ieri – praticamente a senso unico, con la maggioranza forte dei numeri, compatta e decisa nelle proprie scelte: approvati tutti gli emendamenti proposti dai gruppi di centrosinistra, con il Presidente Marchionne che in qualche caso ha fatto sue le modifiche suggeritegli dai propri compagni di coalizione.


Soddisfatta dunque – nonostante qualche passaggio a vuoto come ad esempio l’astensione sull’emendamento di SeL in merito agli “interventi sul rispetto di genere” - la maggioranza che,  dopo il passo falso sull’elezione del Presidente del Consiglio, si ritrova in pieno anche nei numeri; un po’ meno giubilo per gli altri Gruppi presenti in Aula, relegati quasi a fare da spettatori.


Solo la metà degli emendamenti proposti dal M5s sono stati accolti con favore, due quelli della Lista Marchini, mentre nessuno di quelli avanzati da Fratelli d’Italia e PdL sono stati inseriti nel documento delle linee programmatiche.

L’OPPOSIZIONE DI CENTRODESTRA - “Con i nostri emendamenti – ha detto Borgheresi – volevamo oltre che dare un contributo, anche mettervi alla prova sul terreno della trasparenza, condivisione e partecipazione per testare quanto sia profondo il vostro sentore democratico. Un test, con la bocciatura di alcuni emendamenti altamente condivisibili come quelli sulla Protezione Civile, la difesa delle donne, la cementificazione e il sorgere di nuovi centri commerciali  – ha ammonito Borgheresi – che avete fallito del tutto”.


Severo anche il commento dell’ex minisindaco, Cristiano Bonelli, che ha sottolineato come “nessuno della maggioranza si sia sentito in dovere di votare e prendere decisioni a livello personale: vi siete mossi – ha detto il capogruppo del PdL – sulla linea per la quale nessun emendamento presentato dall’opposizione doveva essere votato. Tanta ostilità verso una coalizione che si è presentata in modo propositivo non si è mai vista, ad ogni modo rimango a disposizione per dare il mio contributo di esperienza e conoscenza del territorio. Dispiace solo constatare  – ha chiosato Bonelli – che oggi di trasparenza e partecipazione se ne è vista ben poca”.


LA REPLICA DEL CAPOGRUPPO DEL PD - Secca la replica del capogruppo del PD, Mario Bureca: “Credo che nessuno di noi voglia dare fiducia al buio al centrodestra e dunque ognuno si è sentito di votare secondo coscienza e senza alcuna imposizione. Se veramente c’è la volontà di portare avanti un lavoro condiviso – ha detto il Democratico – lo vedremo nelle commissioni. Questo è un programma valido e attento al territorio, c’è tutto: è sicuramente migliorabile e sarà compito di tutti noi, di chi vorrà, integrarlo con idee che siano buone. Il nostro impegno – ha concluso Bureca dichiarando il voto favorevole al documento – sarà quello di portare le istanze dei cittadini in quest’Aula con un unico obiettivo: il bene del territorio”.


ASTENSIONE PER LA LISTA MARCHINI - Nell’annunciare la sua astensione dal voto finale Fabrizio Cascapera, unico rappresentante della Lista Marchini, ha espresso tutta la propria delusione per l’andamento della seduta: “Sono rammaricato per come sono andate le cose oggi: per la prima parte nella quale si è fatto di tutto per allungare i tempi e ingessare i lavori dell’Aula e per la seconda, dove nessuna proposta dei Gruppi minori, ad eccezione di qualche emendamento del M5s, è stata approvata. Bisognerebbe essere in grado di superare gli steccati ideologici – ha proseguito Cascapera – il programma è condivisibile ma in esso mancano temi fondamentali come la disabilità, la questione legata ai nomadi, al cemento e quella riguardante l’aiuto agli inquilini dell’Ater”.

IL MOVIMENTO 5 STELLE - Astensione anche da parte del Movimento 5 Stelle: “Non voteremo il documento  ma siamo pronti a lavorare per il bene dei cittadini” – ha detto Massimo Moretti, dichiarando la disponibilità del suo Gruppo a prendere la presidenza della Commissione Trasparenza.

IL COMMENTO DEL PRESIDENTE - A tirare le somme di quanto accaduto in Aula ci ha pensato il minisindaco Paolo Marchionne, duro anche nel difendere la propria coalizione dalle illazioni del centrodestra che ha accusato i membri della maggioranza di aver votato tutto seguendo il diktat del proprio Presidente.


Il Giuramento del Presidente Marchionne-3“Le uniche scene raccapriccianti – ha detto Marchionne – le ho viste in questi giorni e in campagna elettorale da parte del centrodestra. Non possono essere sicuramente loro a raccontarci come si governa il territorio: non ci faremo suggerire come rendere accessibile la stazione Jonio, abbiamo già visto quella di Conca d’Oro; non vengano qui ad insegnarci come rincorrere baracca dopo baracca gli insediamenti abusivi, abbiamo già assistito al drenaggio delle risorse del sociale per portare avanti queste operazioni; non accettiamo suggerimenti su come instaurare il rapporto con la consulta dell’handicap o su come gestire la Protezione Civile, assistiamo già alla totale disorganizzazione di questo Municipio”.


“Nonostante tutto e tutte le critiche, che ho ascoltato molto bene -  ha proseguito il Presidente  – questo è un programma di impegni ben precisi: non abbiamo scritto cose semplici, banali o scontate. E’ stato scritto con centinaia di cittadini e con la partecipazione di tutti continuerà a vivere in questi cinque anni.  Quello che manca, oltre a tanto che già c’è, sarà oggetto della relazione annuale che la Giunta dovrà fare da regolamento: una novità per quest’Aula, senza che nessuno ne faccia richiesta o l’opposizione debba manifestare per averla come successo negli ultimi cinque anni” – ha concluso Marchionne esprimendo la necessità di ripristinare la legalità istituzionale.


“I dibattiti che si svolgeranno qui saranno veri: quest’Aula dovrà dare gli indirizzi, la Giunta e il Presidente dovranno attuarli.  Noi – ha assicurato il minisindaco – questo Municipio lo vogliamo cambiare e per farlo ci metteremo tutti il massimo impegno”.


LA VOTAZIONE - Le linee programmatiche con gli emendamenti votati sono infine state approvate con 16 voti favorevoli, tutti quelli della coalizione di centrosinistra; astensione per Cascapera della Lista Marchini e per i due consiglieri portavoce del M5s con PdL e Fratelli d’Italia che hanno invece preferito abbandonare l’Aula, solo Filini è rimasto tra il pubblico.

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Se la maggioranza del presidente Marchionne manterrà questa coesione sarà il tempo a dirlo, certo è che il centrodestra – pur essendosi dichiarato disponibile al dialogo e ad atteggiamenti costruttivi – non sembra affatto intenzionato a rassegnarsi ad una blanda e mera opposizione. Tuttavia le linee programmatiche sono state approvate e da oggi amministratori e cittadini sanno almeno qual è la direzione e quali sono in parte gli obiettivi da perseguire da qui al 2018.

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