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A Montesacro la corsa per Valentina Col: "Vogliamo giustizia e non archiviazioni"

Nel cuore del Municipio III la maratonina per ricordare la pallavolista morta a 17anni all'ospedale di Orbetello: per il caso è stata chiesta l'archiviazione. Il padre: "Medici non fecero nulla per salvarla"

Sono arrivati da tutta Roma, dalle società sportive del territorio e dai palazzi istituzionali per stringersi, ancora una volta, intorno alla famiglia Col e ricordare Valentina: la pallavolista di Montesacro scomparsa a 17 anni "per embolia polmonare" il 25 agosto del 2013 nel pronto soccorso dell'Ospedale di Orbetello. 

Una morte quella di Valentina Col "evitabile, quindi prevenibile" - scrissero gli ispettori del Ministero della Salute sul caso per il quale, per la seconda volta dopo quella del 2014, è stata chiesta l'archiviazione.

Un epilogo al quale la famiglia non si arrende chiedendo per quella scomparsa tanto prematura quanto assurda giustizia e chiarezza: "Amore, oggi con l’aiuto di tante persone correremo per te, per ricordarti e per continuare a gridare il nostro strazio di non averti più e denunciare una giustizia che non vuole fare chiarezza ma solo archiviazioni" - il messaggio del padre di Valentina, Massimiliano Col.  

E così è stato. In tanti hanno ricordato Valentina, per tutti Vale, alla quale nel 2014 è stata intitolata la palestra ristrutturata dell'ex GIL. Da qui domenica scorsa è partita la maratonina "Corro per Vale", giunta alla sua seconda edizione: una corsa che si è snodata per circa 4km tra alcune delle vie più belle del III Municipio. 

"Un'occasione allegra e diversa per vivere insieme lo sport e il quartiere" - ha scritto la famiglia Col che ha organizzato l'evento in collaborazione con UISP, ASD Vale10, l'Assport III e lo Csen Roma, ricevendo il patrocinio del III Municipio e della Regione Lazio. 

Una giornata passata lontano dalle aule di Tribunale dalle quali però i Col attendono risposte e giustizia vera: "Sembra impossibile che da quel giorno i giudici abbiano richiesto l'archiviazione, noi ci siamo opposti perché siamo fortemente certi che i medici non hanno fatto nulla per salvarti e ora questo procedimento che ancora non trova risposta ci sta lentamente avvelenando. Non vogliamo vincere nulla, vogliamo solo che siano riconosciute le responsabilità di chi non ha saputo fare una giusta diagnosi" - ha scritto in un commovente post su Facebook, Massimiliano Col.

"Aspettiamo ancora, ma intanto tu Vale non tornerai più e a noi rimane il sapore dei giorni passati insieme ma la nostra vita non sarà più come quella di prima! Valepersempre". 
 

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