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Scuola, riscossione quote mense autogestite: “Municipio peggio di Equitalia”

Polemica tra maggioranza e opposizione sui proventi dei residui mensa. Il centrosinistra replica: "Da subito attivi per restituzione quote, siamo con le famiglie che pagano"

Dopo la distribuzione di alcuni panini con la muffa nella scuola Sorelle Tetrazzini e le rimostranze delle docenti costrette dalle normative vigenti a dividere i biscotti e fare delle banane porzioni da 100g, sotto i riflettori ancora una volta le mense scolastiche.


Questa volta la questione riguarda le scuole che hanno la mensa autogestita e che vorrebbero che il Municipio restituisse loro i proventi dei residui mensa, ossia soldi risparmiati dal calcolo tra le consumazioni effettive e le quote versate dai genitori.


Importi – come riferisce il centrodestra di Piazza Sempione – che vanno dai 27 ai 70mila euro e che vengono destinati ad ampliare il Piano Offerta Fomativa, quindi laboratori didattici, corsi di studio, interventi di piccola manutenzione e spese di ordinaria amministrazione.

IL MUNICIPIO “COME EQUITALIA” - “Per la prima volta, a causa dell'incompetenza e dell'estrema rigidità dell'amministrazione Marchionne che vorrebbe riscuotere le morosità privando le scuole di fondi indispensabili al loro funzionamento, il Municipio ha aperto un vero e proprio contenzioso con le scuole che rischia di far ricadere sulle famiglie le spese delle scuole che hanno la mensa in autogestione" – accusano i capigruppo di Fratelli d'Italia - Alleanza Nazionale, Francesco Filini, e il capogruppo NCD, Cristiano Bonelli.

"L'accanimento di Marchionne - hanno concluso Filini e Bonelli - contro le scuole del territorio è deprecabile, per questo abbiamo presentato anche con alcuni esponenti della maggioranza, una risoluzione per fermare questo metodo di riscossione coatta che fa impallidire anche Equitalia".


MUNICIPIO PER LA RESTITUZIONE DELLE QUOTE - Ma alle accuse hanno risposto repentinamente gli esponenti del centrosinistra precisando come già il 28 febbraio scorso la presidente della commissione scuola Marzia Maccaroni abbia presentato una risoluzione, poi sottoscritta anche da consiglieri dell'opposizione, per dare mandato al direttore del municipio di provvedere all'immediata restituzione delle quote contributive trattenute ad ogni scuola con refezione scolastica in autogestione. Un atto che verrà discusso dal consiglio municipale appena sarà calendarizzato dalla conferenza dei capigruppo.


"Il Presidente del municipio Paolo Marchionne è stato il primo a mobilitarsi per porre rimedio ad una decisione sbagliata maturata in seguito all'applicazione della delibera comunale n. 42/2009, voluta dall'allora amministrazione Alemanno, con la quale si richiedevano alle scuole, dotate costituzionalmente di autonomia funzionale, dei crediti secondo noi non esigibili da parte dell'amministrazione" – ha evidenziato il presidente del Consiglio, Riccardo Corbucci, spiegando come la stessa delibera preveda allo stesso tempo che i residui mensa rimangano nella disponibilità della scuola, che previa delibera del consiglio d'Istituto, può utilizzarli per la realizzazione di specifici progetti manutentivi, didattici ed educativi.


NESSUN IMPUT POLITICO AL PRELIEVO - "Questo prelievo forzoso effettuato dal Municipio non ha avuto alcun input di tipo politico e rischia anzi di colpire direttamente tutti i genitori indistintamente, soprattutto coloro che contribuiscono con diligenza al pagamento delle quote, senza peraltro perseguire effettivamente i morosi, che sono la causa del problema e nei confronti dei quali spetta agli Istituti scolastici attivare procedure di recupero di quanto dovuto nei tempi e nello modalità ritenute opportune" – ha voluto sottolineare Corbucci rispedendo al mittente le accuse e ribadendo come il problema sia stato affrontato tempestivamente dalla maggioranza su volontà proprio del Presidente del municipio.


CHIESTA INTERPRETAZIONE DELLA DELIBERA - “Dichiarazioni che lasciano il tempo che trovano” – ha commentato l’Assessore alla Scuola del Municipio III, Pierluigi Sernaglia, intervenendo sulla vicenda spiegando come la questione delle mense autogestite sia stata regolamentata da una delibera comunale del 2009, prodotta dall'amministrazione Alemanno e mai applicata: “Una delibera che appare di difficile applicazione e potrebbe esporre l’Amministrazione capitolina al rischio di danno erariale” – ha proseguito Sernaglia specificando come sulla delibera sia stata richiesta una interpretazione autentica al Dipartimento servizi educativi e scolastici di Roma Capitale, per avere le corrette direttive di applicazione.

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