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Montesacro Talenti / Via Umberto Fracchia

Giorno del ricordo, un fiore per i martiri delle Foibe

I consiglieri del NCD insieme ad alcuni del PD hanno commemorato le vittime deponendo un fiore sotto la targa di via Fracchia: “Basta divisioni su periodo triste della nostra storia”

Dopo la commemorazione di questa mattina, nel pomeriggio ancora un ricordo per i martiri delle Foibe in quel di via Fracchia: i consiglieri municipali del NCD Bonelli, De Napoli,Petrella e Bartolomeo, insieme alla Consigliera del PD Anna Punzo, hanno deposto un fiore sotto la targa installata negli uffici anagrafici nel 2009  “dimostrando – hanno detto - cosa vuol dire ricordare, lontani da inutili divisioni, un periodo triste della storia italiana”.

“Un gesto questo che zittisce chi in questi giorni ha voluto polemizzare o addirittura negare” – ha commentato a margine l’ex minisindaco, Cristiano Bonelli.

“Abbiamo voluto dimostrare, con questo gesto simbolico, che gli opposti schieramenti possono, se uniti, lanciare messaggi importanti e che la ‘giornata del ricordo dei martiri delle foibe’ non deve servire a dividere ma solo ad unire" – hanno fatto eco i consiglieri municipali Jessica De Napoli, Giordana Petrella e Manuel Bartolomeo.

Un monito alla pacificazione anche dalla consigliera del PD, Anna Punzo: "I morti non hanno e non devono avere colori politici e di fronte ad una tragedia come è stata quella delle Foibe mi è sembrato doveroso dare seguito con coerenza a quanto dimostrato in aula consiliare appena una settimana fa non votando un emendamento di SEL, che seppur indirettamente, voleva giustificare parte di ciò che è accaduto in quegli anni. Serve pacificazione null'altro, ecco perché ho partecipato".

A ricordare l’importanza della memoria anche la Democratica Francesca Leoncini: “A dieci anni dalla legge che istituisce il Giorno del Ricordo riteniamo – hanno detto Leoncini e Punzo - che le Istituzioni ad ogni livello ed il mondo della scuola debbano operare d'intesa per mantenere viva la memoria dei tragici fatti perpetrati dal 1943 al 1947 sul confine orientale ad opera dalle truppe di Tito, per oltre 60 anni dimenticati, affinché la radice dell'odio che ha generato quegli orrori sia estirpata una volta per sempre e questi non si ripetano mai più”.

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