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Da Green Line a vallone del degrado: il declino inesorabile del viadotto dei Presidenti

Sullo stradone che collega Colle Salario e Bufalotta proliferano le baraccopoli. FdI accusa: "Sacche di illegalità tollerate dalle istituzioni". Pronta la petizione a Sindaca e Prefetto

Le rampe di ingresso e uscita tirate a lucido, l'erbaccia presente sui lati sfalciata, lo spartitraffico centrale pulito e ordinato. Eppure il viadotto dei Presidenti - lo stradone che collega Colle Salario alla Bufalotta costeggiando Serpentara, Vigne Nuove e Valmelaina - non se la passa affatto bene.

Un declino annoso, progressivo e costante tra tombini trafugati e rimessi solo di recente, vandalismo sulle barriere antirumore e soprattutto baraccopoli. 

Baraccopoli lungo il Viadotto dei Presidenti

Sotto le rampe, tra i piloni di cemento che sorreggono l'infrastruttura e nella vegetazione incolta che lo circonda numerosi gli accampamenti abusivi presenti. Veri e propri villaggi ai margini della città: qui vivono decine di indigenti tra terriccio, sporcizia e condizioni igienico sanitarie davvero pessime. A nulla in passato sono serviti gli sgomberi effettuati: le tendopoli, teatro anche di tragedie, sono sempre state ritirate su con buona pace dei residenti, degli automobilisti, di chi usa il viadotto per fare sport e delle amministrazioni spesso inermi.  

Da Green Line a "viadotto del degrado"

Così da anni sul Viadotto dei Presidenti, che qualcuno sognava come la green line della città, la situazione non cambia: baracche e tende la fanno da padrone. Ai lati è lunga la serie di casupole, alloggi di fortuna, giacigli e canadesi: il tutto circondato da mini discariche e da "cucine" fatte di bracieri e fuochi in terra. 

Sotto il Viadotto, parte da qui il sogno della Green Line

La denuncia: "In Municipio III sacche di degrado e illegalità"

"Nel territorio nascono delle vere e proprie 'zone franche' evidentemente tollerate dalle istituzioni" - accusa Emiliano Bono di FdI a margine di un sopralluogo. "Sacche di degrado e illegalità continuano a proliferare indisturbate, mentre nel territorio cresce l'esasperazione" - ha detto il consigliere di Piazza Sempione già presente nella baraccopoli ai piedi di Città Giardino.

Una petizione a Prefetto e Sindaca

Sulla tematica, da sempre calda in Municipio III, già avviata una petizione: "Continueremo a raccogliere firme tra i residenti per portare la loro voce direttamente al Prefetto e al Sindaco di Roma" - assicura l'esponente del centrodestra. 

Intanto però il declino del Viadotto dei Presidenti non si arresta: a celare disagio, povertà e disperazione solo sterpaglie e barriere di cemento. Troppo poco per non vedere. 
 

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