Serpentara-Fidene Fidene / Via Vernio, 20

Fidene, consegna delle chiavi: il villino confiscato è casa per persone disabili

Il bene confiscato ad un malavitoso ospiterà 7 persone nell'ambito del progetto Dopo di Noi: inserimento graduale nella nuova realtà abitativa

L’immobile è pronto per essere utilizzato. Chiavi in consegna per il villino di Fidene confiscato alla criminalità organizzata e destinato ad offrire una sistemazione abitativa autonoma alle persone con disabilità. La prima casa pubblica di Roma in applicazione della legge del Dopo di Noi: il progetto che coinvolge persone con disabilità grave prive di sostegno familiare e si propone di promuovere e favorire il benessere, l’inclusione sociale e l’autonomia.

Fidene, il villino confiscato alla criminalità è casa per disabili

Circa 200 metri quadri, una grande terrazza che affaccia sui tetti di Fidene, un cortile esterno con tanto di giardini pensili ideali per essere trasformati in orti e box su piano strada. Un villino confiscato ad un malavitoso e stimato 525mila euro, consegnato dall’allora Ministro dell'Interno Matteo Salvini a Roma Capitale nel gennaio 2019. Da li i lavori per renderlo pienamente fruibile e adatto al progetto sociale. 

La prima casa pubblica per il progetto Dopo di Noi

“Il villino, che si compone di due appartamenti destinati a gruppi rispettivamente di 5 e 2 persone, è stato richiesto all'Agenzia Nazionale per i Beni confiscati e sequestrati a novembre 2018  da parte della giunta Caudo, allora da poco insediata nel III Municipio, allo scopo di porre in essere attività a fini sociali” - hanno ricordato da Piazza Sempione. Le porte sono pronte ad aprirsi, gli ospiti vivranno la loro nuova casa con il supporto di un sistema di protezione sociale costruito sulla base delle loro esigenze e risorse (budget di salute) attraverso un processo partecipato che coinvolgerà i destinatari, le loro famiglie, l'Asl e il terzo settore. 
 
“Ora, il progetto può essere pienamente operativo dopo il completo restauro e la sistemazione dei locali. In una prima fase - ha spiegato il presidente del Municipio III, Giovanni Caudo - le persone che hanno aderito a questa iniziativa sperimenteranno esperienze medio brevi di convivenza fuori dalla famiglia di origine, diurne o durante il week end, prima che gli appartamenti vengano assegnati a due gruppi specifici”. 
 

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