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Serpentara, fiaccole per il custode aggredito: “Più sicurezza, siamo tutti con Gino”

Ieri la comunità del Municipio III si è stretta intorno alla famiglia Lozzi, striscioni e candele verso la scuola Toscanini: "Illuminiamo i quartieri affinchè torni la legalità"

Non li ha fermati la mancata autorizzazione da parte della Questura e nemmeno un pomeriggio vissuto tra timori e blindati viste le tensioni tra Casapound e centri sociali in arrivo dal Tufello: centinaia i cittadini che intorno alle 19 si sono presentati nel piazzale della Chiesa S.Ugo di viale Lina Cavalieri.

Striscioni, cartelloni e tante candele per dimostrare solidarietà e vicinanza a Gino Lozzi, l’ex custode della Scuola Toscanini aggredito e picchiato brutalmente da una banda di rapinatori.

Fiaccole per illuminare i quartieri, spesso al buio e per questo più esposti ad episodi di criminalità; torce per far luce sulla verità ma anche per mettere in evidenza le condizioni di quelle periferie, spesso vessate da assenza di servizi e incuria, e ad oggi impegnate a chiedere maggior considerazione soprattutto sul tema della legalità.
 

Sicurezza quello che reclamano in tanti, un coro che unisce Serpentara a Talenti e passa per Villa Spada, Fidene e Conca d’Oro: la comunità del Municipio III è grande e unita, “vogliamo difendere il nostro territorio” – dicono i manifestanti.
 

“Siamo qui per dimostrare solidarietà a Gino ma anche per rivendicare il diritto di poter vivere tranquilli nei nostri quartieri” – scandiscono dal megafono i consiglieri Bonelli, Filini e Bartolomeo tra i promotori dell’iniziativa insieme a vari Comitati.
 

Toccante il saluto del figlio di Gino, Urbano Lozzi alla folla: “Papà sta un pochino meglio e vi ringrazio anche da parte sua” – commosso l’applauso del corteo poi sfilato verso la scuola Toscanini di via Andò, luogo del misfatto.

Li a prendere la parola alcuni cittadini, l’ex custode della Scuola di Piazza Filattiera e i giovani alunni di Serpentara: “Gino torna presto, aspettiamo tutti di riabbracciarti”.

Una serata di solidarietà ma anche un’occasione per ribadire la necessità di maggior sicurezza e legalità: la rabbia è tanta e spetterà alle istituzioni dare risposte concrete ai cittadini prima che qualcuno decida di agire autonomamente, in modo scellerato, attraverso una sorta di “giustizia fai da te” dagli effetti incontrollabili.

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