Mercoledì, 4 Agosto 2021
Serpentara-Fidene Via Salaria, 971

Ex cartiera Salaria, termosifoni accesi e 50 gradi. I rom: “Noi arrostiti vivi”

Nel centro vivono oltre 350 rom. La denuncia di una mediatrice culturale: "All'interno persone malate che non possono sopportare tali condizioni climatiche"

Termosifoni accesi e temperatura che sfiora i 50 gradi nell’ex cartiera di via Salaria, la struttura al 971 della consolare romana che dalla fine del 2009 ospita oltre 350 rom arrivati dal Casilino 900 e dagli insediamenti sgomberati nel corso dell’esecuzione del Piano Nomadi della Giunta Alemanno.
Condizioni di vita estenuanti in una struttura, inaccessibile ai più senza autorizzazioni complicate da ottenere, logora e fatiscente nonostante quel milione e mezzo di euro speso nel 2011 per riqualificarla.

Trecentocinquanta persone circa, compresi minori, in ambienti angusti e sottoposti quotidianamente - proprio come chi abita e lavora da quelle parti - ai miasmi dell’impianto di TMB di via Salaria e alle esalazioni che ne sono scaturite dopo il recente incendio.

Come se non bastasse all’interno dell’ex cartiera in questo giugno più che cocente sembrano essere rimasti accesi pure i termosifoni tanto che gli ospiti sentono il rischio di “arrostire vivi”.

“All’interno della struttura si raggiungono i 50 gradi di calore e nessuno del Comune si prende la briga di spegnerli” – denuncia all’agenzia Omniroma Eva Maruntel, mediatrice culturale, sottolineando come la struttura ospiti pure persone malate che non possono resistere in quelle condizioni.

Un mese fa le prime lettere al Dipartimento per gli Affari Sociali di Roma Capitale dal quale però non sono arrivate risposte. Un primo sopralluogo è stato fatto dall’Assessorato guidato da Francesca Danese ma il problema sembrerebbe riguardare l’intero impianto: i termosifoni sarebbero infatti collegati agli scaldabagni e spegnendoli si toglierebbe la possibilità per gli ospiti di usufruire di una doccia.

Intanto a via Salaria attendono la risoluzione del problema che sembra meramente tecnico affinchè dopo ghettizzazione, sovraffollamento e miasmi li dentro non si soffra anche per il caldo.

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