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Via Salaria 981, parla il responsabile dell'impianto: "L'odore viene dal depuratore Acea"

Romatoday ha visitato l'impianto Ama al suo interno, intervistando il Responsabile del centro. Nel frattempo i residenti annunciano un'assemblea pubblica

Ore 17 di Venerdì 2 Settembre. Via Salaria non si fa mancare nulla: degrado, prostituzione, puzza. Una prostituta appoggiata ad una macchina, poco prima del civico 981, viene fermata dai Vigili Urbani. Questione di pochi minuti, qualche domanda, firma un modulo e infine riceve una bottiglietta d’acqua. Poi i Vigili se ne vanno e lei si rimette ad aspettare vicino alla macchina. “Ormai mi sono abituata a questa puzza”, ci racconta la ragazza. Poco dopo due operai la passano a salutare e le lasciano un’altra bottiglietta d’acqua.

Questo lo scenario a cui si può assistere ogni giorno, sin dalla mattina. Molti residenti e lavoratori della zona che camminano per la strada si dicono rassegnati, “Via Salaria è così da anni e anni”, commenta qualcuno. Del resto,  i romani ormai sono avvezzi a questo panorama, e parlare di prostituzione in questa via è diventato un luogo comune. E se la prostituzione a via Salaria non fa più notizia, al contrario sempre più riflettori sono puntati sull’impianto Ama.

Romatoday ha chiesto di poter visitare l’impianto per conoscerne il funzionamento. Alessandro Di Giacomo, Responsabile Tecnico di Gestione dell’impianto - la persona, cioè, che sul posto “manda avanti la baracca” - ci ha fatto strada nella struttura. È lui a spiegarci: “In questo centro arriva tutta l’indifferenziata. I rifiuti che entrano la mattina vengono smaltiti entro il giorno stesso. Qui è tutto automatizzato, ogni area è chiusa in depressione e l’aria all’interno viene aspirata. Quando un camion deve scaricare i rifiuti appena entrati nell’impianto, si apre una grossa porta e il camion scarica in questa specie di grande “vasca”. Sulla porta passa una lama d’aria che non consente a nessun odore di uscire fuori. Nel frattempo una gru si occupa di mettere da parte i rifiuti ingombranti (troviamo di tutto, ad esempio bombole d’ossigeno), mentre il resto dei rifiuti passa alla fase successiva. La parte organica in particolare subisce un trattamento di 28 giorni durante i quali dei microbatteri si mangiano letteralmente il rifiuto”.


È poi lo stesso Responsabile ad aggiungere: “In questi giorni abbiamo fatto entrare anche dei cittadini per far vedere loro come funziona l’impianto. Il 3 Luglio abbiamo avuto l’ultimo controllo, fatto dall’Università di Tor Vergata, e non abbiamo ricevuto alcuna osservazione. Anzi, da Maggio 2011 siamo entrati a pieno regime: questo per noi è un aspetto importante perché significa che la struttura funziona bene e addirittura da quando sto qui ho fatto cambiare anche il procedimento con le balle. Questo impianto è completamente autosufficiente e il lavoro che si fa qui è importante perché bisogna tener conto che le discariche non spariranno, quindi bisogna cercare di mandarci solo ciò che non può essere smaltito”.

- > LA PRECISAZIONE DI ACEA

-> LA PRECISAZIONE DI AMA


Un lavoro, stando a quello che è stato detto, fatto bene. Se non fosse che l’odore c’è ed è forte non solo fuori ma specie dentro l’impianto. “Credo che venga dal depuratore Acea, che è molto più grande di noi”, è quello che sostiene il Responsabile. “Ma allora come mai l’odore è così forte solo negli ultimi mesi, proprio da quando l’impianto è entrato a pieno regime?”, è ciò che si chiedono alcuni residenti. Probabile che chi lavora all’interno dell’impianto, circa 50 dipendenti, si sia ormai abituato all’odore, tanto da non avvertirlo più, mentre quest’ultimo invece cresce durante la giornata.

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Occorre ora capire se il cattivo odore dipenda dall’aumento della quantità di rifiuti che l’impianto ha iniziato a smaltire da Maggio scorso, tenendo conto che pur trattandosi di zona industriale, è vicina al centro abitato e che pertanto, complice il vento, l’odore arriva nelle case. Oppure il problema potrebbe essere a monte, dovuto ad una poco corretta gestione dell’impianto. Quel che è certo è che i residenti, ormai quasi rassegnati al fenomeno della prostituzione nella zona, su via Salaria 981 intendono continuare la battaglia: fissata per Giovedì 8 Settembre alle 21 un’assemblea pubblica presso i locali della Chiesa di S.Innocenzo 1°Papa, in via Radicofani 33, dove comincerà una raccolta firme per denunciare la situazione.

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